Foggia, addio illusioni
Lunedì 06 Febbraio 2012 10:52   
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Rossoneri battuti (allo Zaccheria) anche dal Como. Fine dell’illusione. Il Foggia scende dalla giostra che per qualche settimana aveva alimentato la speranza di un campionato più ambizioso. Il giro è finito. E si torna all’antico. Nel peggiore dei modi. Seconda sconfitta consecutiva. Dopo Monza, il Como in casa. Come il Monza anche il Como aveva conquistato un solo punto nelle ultime cinque partite. E come i brianzoli anche i lariani sono riusciti a rimontare il gol di vantaggio dei rossoneri diventati in due settimane «rianimatori» delle squadre in crisi di risultati e di identità. Perde male il Foggia di Stringara, e non solo per le assenze che si sono comunque avvertite. Perde male perché la squadra non ha mai dato la sensazione di essere organizzata in campo. Ed è un peccato perché con una prestazione da «minimo sindacale» il Como sarebbe stato facilmente abbattuto. Invece si è vista in campo una squadra senza idee, sfilacciata, nervosa e con qualche giocatore che si è permesso anche il lusso di fare accademia quando invece serviva eccome una prestazione da «Lega Pro», con quell’umiltà e quella capacità di soffrire che avevano fatto grande il Foggia prima e dopo la sosta natalizia con quattro vittorie (due esterne) ed un pare ggio..

Nella grande confusione ci mette qualcosa di suo anche Stringara che preferisce la difesa a tre con Traore e Cardin esterni ma che spingono poco. Lanteri viene gettato nella mischia dopo sedici partite ma forse non ci si poteva aspettare di meglio. Cruz va in campo dopo una settimana di preparazione non proprio eccellente. Forse si poteva puntare di più sull’entu - siasmo dei nuovi arrivati, a cominciare da Pompilio, anche se nel corso della partita hanno debuttato il brasiliano Ferreira e Velardi. La sensazione, a parte la sfortunata deviazione di Gigliotti in occasione del gol del pari e del pasticcio generale della difesa in quello del raddoppio, è che il Foggia abbia perso soprattutto a centrocampo dove Meduri e Wagner hanno fatto la gara a chi sbagliava di più. Un assetto da rivedere. Unica nota positiva quella di Venitucci (due gol ed un assist nelle ultime tre gare), apparso particolarmente ispirato ma poco servito soprattutto nel primo tempo quando un Como balbettante in difesa si è potuto difendere senza problemi.

Eppure la partita non era iniziata male. Dopo 11 minuti i rossoneri erano già in vantaggio con uno spettacolare gol in acrobazia segnato da Venitucci. Solo un minuto prima Conti aveva salvato davanti alla linea su conclusione di Gigliotti. Ma non c’è neanche il tempo di esultare che i rossoneri si fanno raggiungere e soprattutto trasmettono tutta la loro fragilità all’avversario. Il gol è maturato su una punizione di Paonessa deviata nettamente da Gigliotti, ma il patatrac porta la firma della coppia Meduri- Wagner: il primo, in evidente involuzione tecnico tattica, perde il possesso di palla a ridosso della propria area; il secondo è costretto al fallo con tanto diammonizione che lo condizionerà per l’intera partita. La reazione del Foggia è in una conclusione di Lanteri dal limite, ma nulla di più.

Nella ripresa Stringara cerca di rimediare. Dentro Velardi (un centrocampista) per Toppan (un difensore) e modifica dell’assetto tattico con Traore e Cardin che retrocedono sulla linea difensiva. L’inizio dei padroni di casa è confuso ma generoso:Meduri e D’Orsi ci provano sotto misura, poi Defrel (12’) solo davanti al portiere spreca l’occasione del vantaggio. Il Como, sornione, non rinuncia a fare sua la partita e sull’ennesima giocata di Toledo, complice un centrocampo che non ha fatto filtro ed una difesa a dir poco pasticciona, trova con Tavares la zampata vincente. Finale convulso e nervoso. Traore si fa espellere al 45’ per un fallo su Conti, un minuto dopo tocca al comasco Salvi per un pugno a gioco fermo a Velardi. Non c’è più tempo per rimediare al risultato e si va a casa tra la contestazione della tifoseria delusa per una sconfitta che ridimensiona pesantemente le velleità del Foggia. Ora bisogna solo allestire una reazione psicologica e tecnica per non farsi risucchiare nella zona pericolo.

Fonte - La Gazzetta del Mezzogiorno

 

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