Mazzeo salva il Foggia. Auteri beffato. Col Matera finisce 1-1

Tempo di lettura: 3 minuti

Il tap in vincente dell’ex Benevento regala ai rossoneri un pari insperato in un pomeriggio complicato. Lucani avanti a fine primo tempo con il gol di Armellino (in posizione dubbia). Nella ripresa Bifulco salva su Agnelli, e Negro centra la traversa su punizione. Nel finale la rete dell’attaccante.

Un punto che sa tanto di vittoria. Un risultato che nell’economia di una stagione potrebbe avere un’incidenza notevole. Il Foggia non centra il settimo successo consecutivo, ma blocca il Matera in trasferta, mantenendo immacolato il proprio percorso, e soprattutto tenendo a quattro lunghezze il divario sulla formazione di Auteri. La pesantezza del risultato è data anche dalla prestazione dei rossoneri, per oltre un tempo in difficoltà, nel complesso meno convincenti rispetto ai padroni di casa. Ma vivi, sempre, anche quando lo sviluppo del match suggerivano un finale favorevole ai materani. Invece un episodio fortuito, un mezzo infortunio di Bifulco, ha spianato la strada al pareggio di Mazzeo. Attaccante contestato ancor prima di arrivare a Foggia, che a suon di gol sta facendo dimenticare Iemmello. E il gol di oggi, semplice quanto pesante, ha una valenza ancor più speciale, visto che arriva proprio contro il suo ex allenatore.

PRIMO TEMPO – Partiamo dalla fine. Armellino segna sugli sviluppi di un calcio di punizione, capitalizzando al meglio un primo tempo in cui la squadra di Auteri si è fatta preferire. Poco convincente il Foggia, sia per l’atteggiamento, che per le scelte iniziali di Stroppa. La scelta di puntare su Riverola in attacco, per avere più palleggio, ma anche un uomo in più a centrocampo in fase passiva, non paga. Lo spagnolo in più di un’occasione ha mostrato di non trovarsi granché confinato sulla fascia. Non è senz’altro l’unica risposta ai perché delle difficoltà incontrate dai rossoneri. Il tutto nonostante la sfortuna abbia costretto Auteri a rinunciare prima a Infantino poi a Mattera. La sfida il Matera la vince principalmente in mezzo, dove il trio composto da Armellino, De Rose e Iannini è più reattivo e aggressivo di quello foggiano, dove il solo Vacca sembra avere idea di cosa fare con il pallone. La squadra di Stroppa non riesce neppure a dar sfogo sulle fasce: sia Angelo che Rubin sono chiamati agli straordinari dietro, e poi le occasioni per affacciarsi nella metà campo opposta sono assai rare.

SECONDO TEMPO – Padovan per Riverola non è solo un cambio, ma una sentenza che denuncia l’infelicità della scelta di puntare sullo spagnolo in attacco. Se non altro il tecnico rossonero dimostra umiltà e coraggio, come quando decide di rinunciare anche a Sarno, nella più classica delle giornate no. Non è un caso che il Foggia riprenda vigore e velocità con la presenza di Letizia, che ispira il quasi gol di Agnelli (murato dal piedone di Bifulco), e la fisicità di Padovan. Il Matera resta superiore, va detto, per corsa e intensità. Lo si vede nelle seconde palle, dove la reattività dei lucani è a tratti schiacciante. In avanti poi la velocità di Louzada e le giocate di un ispiratissimo Negro fanno il resto. Il Foggia però resta in piedi, viaggiando per fiammate, e provando a sfondare a destra dove si rivede di tanto in tanto Angelo. Il gol arriva per gentile omaggio di Bifulco, straordinario su Agnelli, qualche minuto prima del gol, e piuttosto goffo nel respingere, con il viso, la conclusione mancina dal limite del capitano, aprendo la strada al felino guizzo di Mazzeo. Il finale è per le statistiche, che annotano il rosso a Loiacono per doppia ammonizione e per i rimpianti di Auteri, che nove mesi fa in casa del Foggia trovava un pareggio immeritato ma che avviò la cavalcata trionfale del suo Benevento. Chissà che il risultato di oggi non diventi un dolcissimo contrappasso.

MATERA (3-5-2) Bifulco; Mattera (36’pt Piccinni), De Franco, Ingrosso; Di Lorenzo, Armellino, De Rose (44’st Strambelli), Iannini, Casoli; Infantino (32’pt Louzada), Negro. A disposizione: D’Egidio,  Meola, Carretta, Gigli, Scognamillo, Sartore. All. Auteri

FOGGIA (4-3-3) Guarna, Angelo, Loiacono, Empereur, Rubin; Agnelli, Vacca, Gerbo (38’st Sainz Maza); Sarno (18’st Letizia), Mazzeo, Riverola (1’st Padovan). A disposizione: Sanchez, Chiricò, Quinto, Tucci, Martinelli, Sicurella, Dinielli, Padovan, Coletti. All. Stroppa

Arbitro: Ranaldi di Tivoli

Marcatori: 42’pt Armellino (M), 42’st Mazzeo (F)

Ammoniti: Empereur (F), Iannini (M), Loiacono (F), Piccinni (M)

Espulsi: 46’st Loiacono (F) per doppia ammonizione

Fonte – Foggiatoday.it

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ValenciaFG
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ValenciaFG

Ragazzi i campionati si vincono vincendo sempre con le piccole e cercando di non perdere con le dirette concorrenti! … oggi partita negativa… ma il punto vale quanto una vittoria

Massimo
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Massimo

il lecce vince

Ludovico
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Ludovico

Sottolineo che il punto è d’oro…. ma se proprio vogliamo cercare il pelo… si può discutere per come è maturato, ovvero in modo abbastanza casuale.
Dobbiamo continuare ad essere propositivi, meno timorosi, e più consapevoli dei nostri mezzi…che non sono pochi.
Nessuna paura. Mai.

ferdinando
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ferdinando

direi che come sempre la ruota gira. l’anno scorso il benevento ha fatto la stessa partita che abbiamo fatto ieri, pareggio nel finale con un rigore dubbio. siamo la tipica squadraccia di serie c. d’altronde i campionati non si vincono cosi?

Max
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Max

al diavolo il bel gioco. Contano solo i risultati anche penando per 90 minuti e giocando con la palla in tribuna. Quest’anno conta solo andare in B. Eppoi il gioco di Stroppa non è male. Meno affascinante e più redditizio

Ludovico
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Ludovico

Siamo perfettamente d’accordo: i campionati si vincono anche e soprattutto spalando cacca, alla Caramanno docet…. Tra l’altro Caramanno in poco più di 20 anni di carriera da allenatore ha guadagnato ben 9 promozioni, dato di per sé eccezionale, se si pensa che quasi 1 stagione su 2 guadagnava la promozione…tanto di cappello Ma a parte Caramanno, il cui gioco peraltro non è certo assimilabile a quello di Stroppa se non in senso “filosofico”, a me personalmente il gioco di Stroppa piace di più di quello di De Zerbi con il quale mi sembrava di stare 90 minuti in apnea. Talvolta… Leggi altro »