Rimonta e riscatto allo Zaccheria. Cosenza k.o., il Foggia c’è

fg cosenza

Gran bella prestazione dei rossoneri che dominano per tutta la gara ma vanno sotto con Statella al 35′ del primo tempo. Sette minuti dopo, il pareggio di Loiacono. Nella ripresa Sarno completa la rimonta, Sicurella entra e chiude il match

Dall’invito a palesare gli attributi al “Vi vogliamo così” post gara col Cosenza. Sembra passata un’era geologica dal tonfo interno col Fondi, dopo il quale i rossoneri hanno ripreso il cammino. E se la gara di Melfi aveva evidenziato soprattutto gli errori dei rossoneri, quella col Cosenza è la vittoria del cuore, del carattere e del gioco. Il Foggia vince giocando bene, e soprattutto non cede allo scoramento dopo aver subito il gol dello svantaggio al 35′ del primo tempo, dopo aver stazionato con una costanza quasi imbarazzante nella metà campo avversaria. La reazione è stata da grande squadra, quella che ora può guardare alla vetta (a -2 grazie al pareggio del Lecce, ndr) con un po’ più di ottimismo, nonostante i tanti infortunati.

PRIMO TEMPO – Non è tempo di esperimenti per il Foggia: conta fare punti e Stroppa lo sa bene. Per questo al posto di Angelo c’è Loiacono. Eppure una mossa a sorpresa il mister se la concede. Perché quello che di base resta un 4-3-3 si presenta con una novità tattica abbastanza evidente, ovvero l’abbassamento sistematico di Vacca in fase di possesso, ma non solo. L’arretramento del numero 5 rossonero determina due conseguenze: fa sì che il regista si svincoli dai tallonamenti dell’ex Caccetta, schierato da Roselli a ridosso dell’unica punta Gambino, e dà la possibilità uno dei due centrali (principalmente Empereur) di staccarsi dalla linea difensiva e appoggiare la spinta di Rubin. Insomma, è un Foggia più da 3-4-3 che da 4-3-3. L’assenza di Angelo e la presenza di un centrale adattato al suo posto, fa sì che il gioco penda quasi sempre sulla sinistra. Il solo Chiricò possiede le mansioni offensive, quando il pallone scollina sull’altro versante. Il brindisino è senza dubbio tra i più attivi nella formazione rossonera. Ben tre volte il numero 7 rossonero cerca la porta, sollecitando i riflessi di Perina. Lo stesso faranno Sarno e Coletti nel giro di un minuto tra il 33’ e il 34’. Ma il difetto del Foggia è ormai noto anche alle pietre: manca un cecchino, un nove che faccia sentire la sua presenza al centro dell’attacco, un elemento che capitalizzi la grande mole di gioco prodotta dalla squadra di Stroppa. E se quando non concretizzi ti scopri anche, il risultato è che alla prima occasione significativa, l’avversario ti purga. Detto fatto, Statella beffa Guarna con un preciso lob al termine di una veloce transizione scaturita da un corner (uno dei sei conquistati nei primi trequarti d’ora) non sfruttato a dovere. Il merito della squadra di Stroppa è quello di non andarsene in paranoia. La reazione è veemente, come l’abbraccio caloroso ricevuto da Loiacono, autore a sorpresa del gol del pari in chiusura di tempo, al termine di un’altra bell’azione sviluppatasi, tanto per cambiare, sulla corsia sinistra.

SECONDO TEMPO – L’importanza del gol di Loiacono trova conferme nell’avvio di secondo tempo. Il Foggia resta padrone del campo e sistema le tende nella trequarti, dove giacciono i due ‘pullman’ che Roselli ha fatto parcheggiare davanti a Perina. Per scardinare la muraglia calabrese il Foggia ci prova un po’ in tutti i modi, per vie centrali attraverso gli scambi corti, sviluppando il gioco sulle corsie e soprattutto con i tiri dall distanza. Vacca e Riverola ci provano non inquadrando di poco lo specchio. Alla fine serve una magia, quella di Sarno, che accoglie la verticalizzazione di un ottimo Empereur, con un movimento da attaccante classico (palla che scorre sul mancino e difensore aggirato con una finta di corpo) e supera Perina con un preciso diagonale. È la rete della giustizia, che premia il dominio totale dei rossoneri e punisce l’atteggiamento passivo della squadra di Roselli. Il tecnico del Cosenza decide di osare solo a rimonta (del Foggia) completata. Filippini, Baclet e l’ex indimenticato Cavallaro sono le proposte in corsa dei rossoblu che chiudono con uno spregiudicato 4-2-4. Stroppa, anche per l’oggettiva mancanza di alternative, si gioca il primo cambio – Sicurella – a cinque minuti dalla fine. Bastano e avanzano al centrocampista per timbrare il suo terzo gol (secondo consecutivo) stagionale, e mettere il più classico dei punti esclamativi sull’incontro. Torna a6’Vacca tiro fuori, Riverola 22’ volee fuori, 23’ Sarno

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Loiacono, Coletti, Empereur, Rubin; Agnelli, Vacca (45’st Quinto), Riverola (40’st Sicurella); Chiricò, Sarno, Sainz Maza (46’st Martinelli). A disposizione: Sanchez, Agazzi, Dinielli, Sansone, Tucci. All. Stroppa

COSENZA (4-4-1-1) Perina; Corsi, Blondett, Tedeschi, D’Anna; Criaco (36’st Cavallaro), Capece (27’st Filippini), Ranieri, Statella; Caccetta; Gambino (27’st Baclet). A disposizione: Saracco, Quintiero, Meroni, Appiah, Mungo, Madrigali, Scalise. All. Roselli

Arbitro: D’Apice di Arezzo

Marcatori: 35’pt Statella (C), 44’pt Loiacono (F), 23’st Sarno (F), 42’st Sicurella (F)

Ammoniti: D’Anna (C), Empereur (F)

Fonte – Foggiatoday.it

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