Al Foggia basta un tempo. Tris al Messina e quarto successo consecutivo

Quarta vittoria consecutiva per i rossoneri che giocano un brutto primo tempo, rischiano di andare sotto, ma poi la risolvono nella ripresa. Mazzeo e Deli segnano a distanza di due minuti. A un quarto d’ora dalla fine il terzo gol. Espulso Madonia.

Se lo auguravano un po’ tutti che il Foggia del secondo tempo fosse più presentabile di quello esibitosi nei primi 45’. Diversamente, non sarebbe stato così semplice piegare l’opposizione della squadra di Lucarelli. Il tecnico giallorosso rivedrà a lungo la paratona di Guarna sulla conclusione di Anastasi a metà primo tempo. Un episodio che ha forse decretato i destini di Foggia e Messina. Perché nella ripresa la squadra di Stroppa si è sbloccata e ha portato a casa una vittoria pesante e importantissima. Perché ora la pressione finisce tutta addosso a Lecce (impegnata fra poco a Caserta, ndr) e Matera (giocherà martedì a Catania).

PRIMO TEMPO – È la seconda consecutiva allo ‘Zac’, dopo lo show con la Virtus Francavilla. Ed è la prima dopo la fine del calciomercato. Contro il Foggia c’è proprio l’oggetto del desiderio della dirigenza rossonera, quel Milinkovic che Di Bari e Sannella avrebbero voluto portare a Foggia. Il serbo con passaporto francese allo Zaccheria ci arriva, seppur da avversario. Il Foggia è lo stesso di sabato scorso, con la sola eccezione di capitan Agnelli al posto di Vacca. Lucarelli risponde con il 4-3-1-2 e i tre d’attacco che si muovono molto, con Mancini che orbita tra il centrosinistra e la trequarti, mentre Milinkovic predilige il settore destro, anche per tenere un po’ più sulle sue Rubin. Il binario mancino è gioco forza quello sul quale transitano più palloni, non essendoci sul versante opposto un pendolino della stessa esplosività. Questo forse rende un po’ prevedibile la manovra rossonera, insistente, tambureggiante, ma troppo spesso sterile. Certo, giocare contro l’inflazionato pullman parcheggiato nell’area di rigore avversaria, non è mai facile. Tuttavia il Foggia ci mette del suo per non sbloccare il risultato, innervosendosi presto, e concedendo anche qualche omaggio ai peloritani. Clamoroso quello che al 37’ Coletti offre a Milinkovic, che si invola sulla fascia e appoggia per l’accorrente Anastasi, il quale calcia a colpo sicuro ma trova un fenomenale Guarna. Facendo due conti, ha più motivi Lucarelli per rammaricarsi (se si aggiunge anche il grave infortunio occorso a Grifoni, sostituito da Palumbo) di quanti ne abbia Stroppa. Il Foggia non c’è, sembra fuori fase, con i soli Deli, Rubin e Guarna meritevoli di una valutazione positiva, e gli altri decisamente sotto tono.

SECONDO TEMPO – Come spesso accade, non serve cambiare uomini per ottenere dei miglioramenti. Specie in quei casi in cui a dover cambiare è solo l’atteggiamento. Eccezion fatta per il brivido in avvio di ripresa – ripartenza del Messina e conclusione di Da Silva sull’esterno della rete – quello che si presenta in campo è un altro Foggia. Più cattivo e convinto, e soprattutto, decisivo. In otto minuti scarsi i rossoneri mettono a referto 3 occasionissime, con Mazzeo (sinistro dall’interno dell’area su assist di Deli), Coletti (traversa di testa sugli sviluppi di un corner) e Agazzi (conclusione a giro dal limite). Il preludio al gol che arriva al 12’, sempre con Mazzeo, e sempre su assist di Rubin. Come un muro solido che però cede al crearsi della prima profonda crepa, il Messina crolla sotto i colpi della squadra di Stroppa. I rossoneri hanno il merito di insistere per chiudere la pratica, e Deli trova appena due minuti dopo il raddoppio. Un gol che premia la grande prestazione dell’ex Paganese, già tra i migliori nella prima frazione. Non lo stesso si può dire di altri elementi, come Agnelli e soprattutto Maza, non a caso richiamati in panchina, anche per motivi fisici, a vantaggio di Di Piazza e Sicurella. Il numero 9 rossonero partecipa nell’azione, un po’ confusa, che porta al terzo gol, di cui si fa ancora fatica a comprendere chi sia stato l’autore. E’ scoccata da poco la mezz’ora, di fatto la partita finisce qui. Il Foggia gestisce e crea i presupposti per un’altra goleada, il Messina si mangia un paio di ripartenze per addolcire il punteggio. Vince il Foggia, che allunga sulla Juve Stabia (sconfitta a Siracusa e ora a -6 dai satanelli) e resta in scia di Matera e Lecce.

Le formazioni ufficiali

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin (16’st Gerbo); Agnelli (26’st Sicurella), Agazzi, Deli; Chiricò, Mazzeo, Sainz Maza (22’st Di Piazza). A disposizione: Tucci, Figliomeni, Vacca, Sarno, Sicurella, Dinielli, Pompilio, Sanchez, Pertosa. All. Stroppa

MESSINA (4-3-1-2) Berardi; Grifoni (30’pt Palumbo), Rea, Bruno, De Vito; Da Silva (13’st Madonia), Musacci, Sanseverino; Mancini (14’st Ciccone); Milinkovic, Anastasi. A disposizione: Russo, Capua, Saitta, Akrapovic, Ricozzi, Benfatta, Marseglia, Ferri, Ansalone. All. Lucarelli

Arbitro: Zingarelli di Siena

Marcatori: 12’st Mazzeo (F), 14’st Deli (F), 32’st aut. Palumbo (F)

Ammoniti: Loiacono (F), Bruno (M), Milinkovic (M), Agnelli (F)

Espulsi: 33’st Madonia (M) per proteste

Fonte – Foggiatoday.it

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Contro questo Messina era impossibile anche suicidarsi.
Contano i 3 punti e la fiducia in aumento..,.questo conta OGGI.

Però lasciatemi dire che ….Il posto di Agnelli è la panchina. Lì dovrebbe stare..
Presenza impalpabile e a tratti deleteria.

Mentre anche oggi Maza ha perso l’occasione di far vedere qualcosa di buono a tutti noi scettici, senza riuscirci.
Fosse per me starebbe fisso in panchina. Con Agnelli. A giocare a tre sette.

Meno male che per un Agnelli che si volatilizza, arriva un Deli che migliora di partita in partita e consegna forma e sostanza a questa squadra.
Meno male.