Il Lecce passa al Granillo (1-2), la Reggina scivola giù in classifica

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La capolista Lecce fa valere il pronostico e sconfigge a domicilio la Reggina. Una sconfitta che, da parte amaranto, poteva essere messa in preventivo, ma che pesa molto per effetto dei risultati che sono arrivati negli ultimi due turni dagli altri campi.
Alla vigilia di un’altra sfida quasi impossibile, in casa della Juve Stabia, la squadra di Zeman si ritrova con solo due squadre alle spalle e senza Coralli per la prossima sfida, diffidato ed ammonito.
Nulla è perduto e c’è tutto il tempo per recuperare, ma tornare a scalare posizioni non sarà certo una passeggiata di salute pur dovendo affrontare ancora tante sicuramente più accessibili rispetto alle ultime e alle prossime .
Al Granillo va in scena una sfida in cui i pugliesi portano a casa l’intera posta in palio senza esprimersi al massimo, vincendo una partita con le tipiche caratteristiche di una squadra in grado di avere ragione in qualsiasi momento di una Reggina, inferiore sotto il profilo tecnico e fisico, ma che ci mette del suo soprattutto nella ripresa subendo un gol evitabile.
L’avversario che passa dal Granillo non è uno come tutti gli altri e non solo per il blasone che richiama i fasti delle sfide già vissute in Serie A. Non lo è soprattutto perchè la rosa a disposizione di Padalino è un’autentica corazzata, con una panchina profondissima al punto che lasciare fuori autentici top player come Caturano e Torromino non sposta di molto l’altissimo livello dell’undici iniziale.
Non lo è perchè, per la prima volta, Zeman sceglie di gettare la maschera e di schierare un 4-5-1 puro anche per definizione con Porcino a sinistra e Maesano a destra, schierato alto.
Una scelta apparentemente tesa ad un atteggiamento più abbottonato, ma in campo si vede da subito una Reggina che prova a ribattere colpo su colpo in una sfida che si mantiene piuttosto equilibrata.
Quando il Lecce preme, però, la differenza di qualità si vede. A conti fatti i salentini, nel primo tempo, entreranno molte più volte nell’area di rigore altrui rispetto agli avversari. Per passare in vantaggio, però, serve una prodezza incredibile: al 20′ Marconi scatta sul filo del fuorigioco e, da distanza siderale, sceglie di calciare di controbalzo trovando un jolly che si insacca dopo aver colpito la traversa.
Gli amaranto protestano per una presunta posizione irregolare, ma non si scoraggiano e al 27′ Coralli beffa con un movimento i due centrali giallorossi, riceve un lancio dalle retrovie e con un grande stop si mette nelle condizioni migliori per superare Perrucchini.
La prima parte del match scivola via verso il duplice fischio del direttore di gara con un peccato a testa per le contendenti: lo scarso cinismo dei pugliesi bravi ad arrivare dalle parti di Sala senza mai concretizzare nulla e l’imprecisione nelle tante occasioni di ripartenza per gli amaranto.
In avvio di ripresa, però, il Lecce mette la testa: troppa liberta per Pacilli che, da destra, crossa per Doumbia che fa centro di testa sotto la curva sud.
La partita prende nettamente dei binari giallorossi e a tenere in partita la Reggina ci pensa Sala con un grande intervento su un mancino di Pacilli dal limite.
Della Reggina non c’è traccia, fino al forcing finale. Senza troppa lucidità i padroni di casa sbattono costantemente sul muro invalicabile eretto dal Lecce.
Il punteggio, anche dopo cinque minuti di recupero, non si schioda dall ‘1-2 finale.

REGGINA – LECCE 1-2
Marcatori: 21’ Marconi, 28’ Coralli, 47’ Doumbia
REGGINA: Sala, Maesano (61’ Leonetti), Gianola, De Francesco, Knudsen (61’ Bangu), Coralli, Botta, Kosnic, Porcino, Cane, Possenti All. Zeman (86’ Silenzi)
LECCE: Perucchini, Agostinone, Mancosu, Cosenza, Arrigoni, Costa, Marconi (61’ Caturano), Pacilli (77’ Lepore), Giosa, Ciancio, Doumbia (86’ Maimone) All. Padalino
Arbitro: Massimi di Termoli – Assistenti: Fusco di Torino e Affatato di Vbo
Ammoniti: Coralli, Costa
Recupero: 0’pt, 5’st

Fonte – Sport.strill.it

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