Pozzebon vs Di Piazza. Sfida tra bomber dopo polemica con Lo Monaco

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Catania-Foggia è la partita di cartello della prossima giornata di Lega Pro. La sfida nella sfida è quella che vede opposte le due punte delle due squadre: da un lato Demiro Pozzebon, dall’altro l’ex rossazzurro Matteo Di Piazza. Ancora più particolare il sapore del match per l’attaccante dei satanelli che, nella sessione invernale del calciomercato, è stato al centro di una polemica con il dg del Calcio Catania Pietro Lo Monaco.

Dopo un lungo corteggiamento da parte della dirigenza etnea, infatti, Di Piazza ha scelto la compagine pugliese. Scelta commentata con scetticismo da Lo Monaco, che definì l’attaccante un contropiedista e avanzò perplessità sulla sensatezza della scelta tattica fatta dalla dirigenza foggia. Piccata fu la risposta che giunse da Foggia. Durante la conferenza di presentazione, sia il neorossonero che il direttore sportivo dei foggiani paragonarono le parole di Lo Monaco a quelle «della la volpe che non arriva all’uva, e quindi dice che è acerba». Polemica ripresa quando Di Piazza segnò i suoi primi gol con la nuova maglia. Il Catania a quel punto virò Demiro Pozzebon, ribattezzato auguralmente dallo stesso Lo Monaco “Pozzodibuono“. Fatto sta che due mesi dopo quella vicenda, Di Piazza ritornerà al Massimino per una sfida che per lui avrà un gusto particolare. E Lo Monaco assisterà al confronto più veritiero tra “il contropiedista” e “Pozzodibuono”, ovvero il confronto sul campo.

Analizzando i numeri dei due attaccanti da gennaio fino a qui, si nota notare come la punta del Foggia abbia fatto qualcosa in più rispetto al numero nove del Catania. Sono stati 492 i minuti giocati dal ragazzo di Partinico, da quando veste il rossonero. Sono frutto di nove presenze, tre reti, tra le quali c’è da segnalare la doppietta nel derby contro la Virtus Francavilla. È risultato persino determinante nel ruolo di assist-man, fornendo il passaggio decisivo per lo 0-2 di Mazzeo in un altro derby, vinto a Monopoli.

Meno bene sembra, invece, aver fatto Pozzebon. L’attaccante ex Messina ha giocato 578 minuti da quando è arrivato al Catania. Quindi, 86 minuti in più rispetto all’avversario, ma con un goal in meno. Sono soltanto due le reti siglate, rispettivamente nelle sfide contro Matera e Messina. Nessun assist servito ai compagni di squadra. Tra l’altro il calciatore pare attraversare un periodo di calo fisico. È a digiuno di gol da tre giornate e pare poco lucido davanti la porta avversaria, come dimostrato nella sfida di Pagani.

Il rendimento di Di Piazza, anche in ragione dell retrocessione in Lega Pro, risulta migliorato rispetto alla sua precedente esperienza col Vicenza, in B (otto presenze ed un solo goal). Diverso il discorso per quanto concerne Pozzebon. La prima parte di stagione con la casacca del Messina è stata da incorniciare. Sette reti e tante presenze lo etichettano come uno dei migliori attaccanti della prima parte di stagione della Lega Pro. Come già accaduto in altre occasioni, il passaggio al Catania, dopo un avvio importante, sembra aver spento le potenzialità del ragazzo che, insieme al resto della squadra, pare esser entrato in un tunnel dal quale oggi non si intravede via d’uscita.

La sfida di domenica li vedrà, sicuramente, protagonisti, anche se con obiettivi diversi: Pozzebon è chiamato a trovare la via della rete per trascinare la sua squadra verso l’obiettivo playoff che, dopo le ultime prestazioni negative, è in forte rischio. Di Piazza, dal canto suo, sarà chiamato a giocare un brutto scherzo alla sua ex squadra, provando a spingere il suo Foggia verso la promozione in serie B che manca ormai da ben 29 anni.

Fonte – Mondocatania.com

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Ludovico

ahahhah, questi articoli di “mondocatania” la dicono lunga su quanto stanno cercando di portare legna in cascina per rendere la sfida la più calda possibile. Pokeristicamente parlando fanno il loro gioco anche se lì da loro il piatto piange, Piuttosto francesco, c’è una bellissima foto su foggiacalciomania che ritrae la stretta di mano tra Padalino e Stroppa a fine partita. Da una parte Stroppa con due guance rosse di alpina memoria e un sorriso a 236 denti, dall’altra un Padalino professionalmente deluso, ma in cuor suo consapevole di quanta gioia e di quanto sentimento ha prodotto quel risultato nella “sua”… Leggi altro »