Il Foggia sfata il tabù Massimino e mette la sesta: l’autorete di Gil vale oro

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Non aveva mai vinto il Foggia al ‘Massimino’. Detto fatto: in una delle gare più delicate della stagione la squadra di Stroppa trova tre punti d’oro ridimensionando il successo casalingo del Lecce col Fondi, e accorciando ancora un po’ il percorso che conduce alla serie cadetta.

PRIMO TEMPO – Fa caldo al ‘Massimino’ e questo un po’ condiziona l’andamento della partita. Noiosa, moscia per quasi tutto il primo tempo, che viaggia a ritmi blandi. Poche azioni significative, tanti errori, gioco piuttosto spezzettato. Quanto offre il campo non può soddisfare nessuno, non solo gli esteti più intransigenti. In trequarti d’ora l’unica azione significativa sarà quella capitata a Di Piazza, che ha sul sinistro l’occasione per ‘purgare’ la sua ex squadra, ma non centra la porta con la punta esterna. Per il resto, il nulla. Pulvirenti risistema i suoi con un 4-3-3 impronosticabile alla vigilia, dove spicca la rinuncia a Pozzebon, e la scelta dell’attacco rapido, con Mazzarani punta affiancato da Russotto e Di Grazia. Per il resto, i dettami sono piuttosto semplici oltre che scontati: squadra corta, terzetto di centrocampo incollato al poker difensivo, e poche chance agli avversari di fraseggiare. Ecco perché il Foggia fa fatica a imbastire una trama ficcante. L’assenza di Vacca, sostituito da Agnelli, toglie al centrocampo un pensatore in più, la cui assenza si avverte, soprattutto quando Biagianti va a soffocare Agazzi in fase di impostazione. Non è un caso che la manovra rossonera guadagni brillantezza quando il centrocampista scuola Atalanta riesce a guadagnare tempo e spazio per ragionare. Ma la mancanza di spazi costringe spesso Mazzeo ad abbandonare l’area, per scendere fino a ridosso del cerchio di centrocampo, con il precipuo scopo di portar via un difensore, e agevolare gli inserimenti delle mezzali (ma Deli è fuori partita) e degli esterni (Chiricò, volenteroso ma fumoso).

SECONDO TEMPO – Bastano meno di tre minuti perché il secondo tempo diventi assai più interessante del primo. La punizione di Chiricò è velenosa a sufficienza, Gil Drausio si sostituisce agli attaccanti rossoneri gelando Pisseri. Foggia avanti subito, e Stroppa può sorridere. Perché il Catania, molto rinunciatario nella prima parte, è costretto ora a prendere le redini del gioco per scongiurare il quarto k.o. di fila. Il Foggia invece ha ora modo e maniera per scatenarsi nelle ripartenze e sfruttare i maggiori spazi che si vanno logicamente ad aprire. E al 10’ la partita si potrebbe già chiudere, ma prima Pisseri è attento sulla bordata di Deli – unico sussulto dell’ex Paganese – e poi Mazzeo, ben servito da Agazzi, non centra lo specchio della porta da posizione centrale. Due episodi che tengono in vita il Catania e spingono Pulvirenti a osare di più. Tavares per Bucolo è la prima scelta, mentre Pozzebon vedrà il campo solo a 10’ dal termine. Il Catania alza il baricentro, ma punge poco. Russotto si desta provando ad accendersi, ma trova scarsa assistenza nei compagni. L’unico serio pericolo Guarna lo correrà su un piazzato, quando Bergamelli si improvvisa ‘scorpione’ centrando la traversa col tacco. Dall’altra parte invece Di Piazza perde la seconda occasione del match per timbrare il cartellino arrivando male su un cross dalla destra di Gerbo. Ma non sarà necessario per la vittoria. Basterà l’autogol di Gil ad allungare la striscia vincente dei rossoneri. Il Lecce resta a -4.

CATANIA (4-3-3) Pisseri; Parisi, Bergamelli, Gil Drausio, Marchese; Bucolo (25’st Tavares), Scoppa, Biagianti, Di Grazia, Mazzarani (35’st Pozzebon), Russotto. A disposizione: Martinez, Barisic, Mbodj, Di Stefano, Djordjevic, Fonito, De Rossi, Longo, Piermarteri, Menneh. All. Pulvirenti

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin (39’st Figliomeni); Agnelli, Agazzi, Deli (17’st Gerbo); Chiricò (18’st Sainz Maza), Mazzeo, Di Piazza. A disposizione: Sanchez, Tucci, Empereur, Dinielli, Vacca, Martino, Sicurella, Sarno, Pompilio. All. Stroppa

Arbitro: Amorosi di Paola

Marcatori: 3’st aut. Gil Drausio

Ammoniti: Martinelli (F), Scoppa (C), Loiacono (F), Coletti (F)

Fonte – Foggiatoday.it

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paul84fg

Agnelli panchina a vita…. oggi sn rimasto sconcertato. Ha dato tanto al foggia ma ora basta…