L’Avellino passeggia, il Foggia sprofonda: al ‘Partenio’ altra umiliazione per i rossoneri

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Anche con gli irpini i rossoneri ne beccano cinque. Rossoneri mai in partita, complici anche le scelte iniziali di Stroppa. Doppiette di Ardemagni e Morosini e chiusura di Castaldo. Illusorio il rigore di Mazzeo del provvisorio 2-1

Undici gol subiti e tre fatti. Bastano questi numeri impietosi per fotografare uno dei momenti più bui degli ultimi anni. Nessun tifoso immaginava di ritrovarsi a punteggio pieno dopo tre partite, due delle quali in stadi impegnativi come quelli di Pescara e Avellino, ma neppure scenari apocalittici come quelli che due 5-1 in due trasferte gioco forza generano. E se la sconfitta in Abruzzo offriva comunque spunti positivi di riflessione, l’omologo punteggio di Avellino ha i contorni di una debacle totale su tutti i fronti. Tecnici, tattici e di scelte: a partire da quelle del tecnico rossonero.

SORPRESE – La rivoluzione ‘Stroppiana’ porta al cambio di modulo e di uomini. Cosa avesse in mente il tecnico rossonero nel proporre il 3-5-2 lo si saprà in seguito. Forse l’intenzione di affiancare Beretta a Mazzeo senza costringere l’ex Benevento al ritorno sulla corsia, o il tentativo di proteggere maggiormente il reparto arretrato, fatto sta che l’esperimento dura la miseria di ventuno minuti o poco più. Empereur, rilanciato a sorpresa nel terzetto difensivo insieme all’esordiente Camporese (lanciato dal 1’ insieme a Fedele a centrocampo) e a Coletti, incappa in una giornata che sarebbe troppo indulgente definire storta. Ma è un po’ tutto il Foggia a non piacere, perso in uno sterile possesso palla, che raramente porta a qualcosa di interessante. Come prevedibile l’Avellino fa gioco sulle fasce, potendo contare su due ali purissime come Molina e Bidaoui. L’ex Latina fa male e tanto, anche perché l’insolito schieramento di Stroppa, tra i tanti danni che produce, sguarnisce ulteriormente la corsia destra, quella dove agisce proprio il francoalgerino. Già al 3’ serve un super Guarna per evitare che il risultato si sblocchi. Epilogo soltanto rimandato. Perché il Foggia, se è possibile, è anche più brutto di quello dei primi dieci minuti di Pescara. E da una palla persa al limite dell’area, nasce l’azione che porta al palo di Ardemagni, e al conseguente intervento falloso di Empereur su Molina. Rigore che il bomber non sbaglia. Il gol squaderna ulteriormente le linee foggiane, mentre gli irpini sulle fasce con Molina e Bidaoui, spesso appoggiati anche da Laverone e Falasco, continuano a far danni, al pari di Morosini, i cui galleggiamenti tra le linee sono di difficile lettura per i tre di centrocampo. La confusione è palese in occasione del raddoppio dell’ex Brescia, abilmente pescato da un perfetto filtrante di Molina.

RIPENSAMENTI – Difesa rossonera immobile e Stroppa che capisce di non poter andare avanti così. Dentro Chiricò e fuori Empereur. Se non è una bocciatura, poco ci manca. Il 4-3-3 qualcosina di meglio la propone, se non altro perché ora sulla destra si ristabilisce la parità numerica e il 7 foggiano sembra in partita. Dalla destra, non a caso, su percussione di Gerbo (ottimo in fase di spinta, decisamente da rivedere dietro) si origina il secondo penalty della giornata. Mazzeo fa come Ardemagni e riapre la partita. E’ la mezz’ora. Dopo sei minuti gli irpini la richiudono. Ancora una volta sulla fascia l’Avellino passeggia, e Laverone confeziona a Morosini la palla del tre a uno.

SECONDO TEMPO – Sembra quasi di rivedere il secondo tempo di domenica scorsa. Con la differenza che allo Zac si era sull’1-1. Al ‘Partenio’ si parte da un passivo di due gol. Foggia che tiene palla, ma la fa circolare con una lentezza a tratti deprimente. All’Avellino basta tenere strette le linee, annusando il momento propizio per far male. Come, è pleonastico sottolinearlo. L’ennesima fuga con la quale Bidaoui ridicolizza Gerbo è la fotografia del match: il resto lo fanno Molina, la cui deviazione trova la fortuita respinta di Guarna e il successivo tap in di Ardemagni. 4-1 e tutti a casa. Il tutto mentre Stroppa aveva richiamato un irriconoscibile Agazzi per Deli. Discorso chiuso e squadra che, come a Pescara si scioglie. Se poi il capitano, Vacca, si mette a scherzare al limite dell’area, perdendo nuovamente palla e regalando al neoentrato Castaldo l’opportunità di mettere a segno il quinto gol, evitare la seconda figuraccia negli ultimi 15 giorni è complicato.

AVELLINO (4-4-1-1) Lezzerini; Laverone, Suagher, Migliorini, Falasco; Molina, D’Angelo (31’st Moretti), Di Tacchio, Bidaoui; Morosini (24’st Castaldo); Ardemagni (38’st Asencio). A disposizione: Radu, Rizzato, Kresic, Marchizza, Ngawa, Pecorini, Lasik, Paghera, Camarà. All. Novellino

FOGGIA (3-5-2) Guarna; Camporese, Coletti, Empereur (22’pt Chiricò); Gerbo, Agazzi (14’st Deli), Vacca, Fedele, Rubin; Beretta (33’st Nicastro), Mazzeo. A disposizione: Tarolli, Pelizzoli, Agnelli, Loiacono, Fedato, Martinelli, Calderini, Floriano, Celli, Ramè. All. Stroppa

Arbitro: Pinzani di Empoli

Marcatori: 9’pt rig. Ardemagni (A), 21’pt Morosini (A), 29’pt rig. Mazzeo (F), 36’st Morosini (F), 14’st Ardemagni (A), 25’st Castaldo (A)

Ammoniti: Fedele (F), Molina (A), Gerbo (F), Agazzi (F), D’Angelo (A), Coletti (F)

Fonte – Foggiatoday.it

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