Foggia, Agnelli: “Siamo una squadra viva”

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Il centrocampista rossonero ha parlato in conferenza stampa: “C’è chi aspetta che gli si dica come si risolve la situazione, ma io conosco solo la parola ‘lavorare’. Le scelte societarie? Dobbiamo starne fuori. Qui c’è gente che non dorme, che vive allo stadio per fare meglio”

La rimonta subita nell’ultimo turno contro la Cremonese ha dato il via ad una rivoluzione societaria che ha movimentato le scorse ore in casa Foggia. La squadra – che attualmente si trova al diciottesimo posto in classifica con 14 punti – si prepara per affrontare nel prossimo weekend l’Ascoli fuori casa. Dopo il ds Giuseppe Di Bari e il dg Giuseppe Colucci (dimissionario) anche la panchina di Giovanni Stroppa potrebbe traballare in caso di risultato non positivo. Per questo, tutto il gruppo deve cercare di sollevare la testa e cancellare il ko casalingo contro i grigiorossi.

Intanto, a cinque giorni dalla sfida contro i bianconeri, il centrocampista del Foggia Cristian Agnelli si è presentato in conferenza stampa per parlare anche del momento della squadra e delle aspettative in vista delle prossime gare. Queste le sue considerazioni. “In questo momento non è facile trovare le parole per trasmettere ciò che si ha dentro, c’è gente che aspetta che gli si dica come si risolve la situazione, ma io conosco solo la parola ‘lavorare’. Per ciò che concerne le questioni societarie, noi dobbiamo starne fuori, anche se ci sono stati fatti dei chiarimenti e giustificate le scelte. Noi siamo una squadra viva, presente al di là delle voci e delle situazioni, qui c’è gente che non dorme, che vive allo stadio per fare meglio. Chiaro che c’è sempre da migliorare: il dato sui gol subiti, ad esempio, è un dato negativo da eliminare al più presto. Occorre lavorare e credere in ciò che si sta facendo”.

E ancora: “Sono in buona condizione, atleticamente ho lavorato tanto, ora però manca lo step più difficile per il tipo di infortunio che ho avuto, ovvero il lavoro con la palla. Il mio è stato un infortunio particolare, c’è chi lo risolve in 60 gg, chi in 50, io al 35° ho recuperato almeno per lavorare con la squadra. Il dolore va via giorno per giorno, sono io che ora devo stringere un po’ i denti: oggi non ho sentito molto dolore per cui è stato un giorno molto importante. Se vedete gli allenamenti è pieno di diverbi, noi viviamo di più le emozioni; è chiaro che subire due gol prima dell’intervallo come successo sabato in quel modo porta nervosismo. Ma nel secondo tempo non si è vista una squadra spenta. I gol subiti? È un dato oggettivo, ed è forse l’unico dato stonato, la maggior parte delle partite infatti sono state fatte bene. Sarà la categoria o gli infortuni. Ma è una questione di squadra, tanti gol li prendiamo a difesa schierata. Non so se è per la paura inconscia di gestire si fa un passo indietro invece che in avanti. Sabato ho avuto proprio questa impressione, ovvero che sia stato fatto un passo indietro”.

Fonte – Sport.sky.it

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