Curci ha cantato, verbali “top secret”. Si chiude così l’annus horribilis dell’ex socio del Foggia

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Dopo 17 giorni a San Vittore, sfiancanti soprattutto per un incensurato, Massimo Curci è tornato a casa sua. Non prima, però, di aver affrontato due lunghi interrogatori, il primo sabato scorso, l’altro giovedì. Curci ha parlato, e tanto, del suo lavoro di commercialista e ha risposto alle domande relative alle accuse di auto riciclaggio. In buona sostanza avrebbe fatto chiarezza su quei 790mila euro “girati” nel Foggia Calcio quando era socio del club, in parte spesi – secondo i pm della DDA – per pagare “in nero” giocatori e allenatori. Curci, talmente provato dal carcere, si era inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere. In seguito, l’avvocato Raul Pellegrini e i magistrati hanno concordato un interrogatorio non appena l’indagato sarebbe stato più lucido e presente a se stesso. Dopo aver reso lunghe dichiarazioni, il giudice ha dato l’ok ai domiciliari, accogliendo la richiesta di Pellegrini. I verbali, però, sono stati secretati. Massima riservatezza, dunque, su quanto detto dal vicepresidente onorario del Foggia ai magistrati.

I soldi nel Foggia Calcio
Secondo l’accusa, il commercialista di Carapelle “in concorso con persone allo stato non identificate, in tempi diversi e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, dopo aver concorso a commettere numerosi delitti di appropriazione indebita aggravata e bancarotta fraudolenta patrimoniale ai danni di otto società cooperative, ha impiegato la somma complessiva di 790mila euro”.

Ben 790.517 euro, per l’esattezza: 228mila euro nel Foggia Calcio srl, 328.750 euro nella “Esseci srl” controllante totalitaria del Foggia Calcio e 233.767 euro sempre nel club rossonero attraverso la corresponsione di stipendi in nero ad allenatore e giocatori. Così facendo, “ostacolò l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro”. In totale sarebbero 12 i beneficiari del “nero”: l’ex mister Roberto De Zerbi, 8 giocatori ed ex – Enrico Guarna, Roberto Floriano, Alan Empereur, Pietro Arcidiacono, Cosimo Chiricò, Vincenzo Sarno, Antonio Junior Vacca e Pietro Iemmello – l’ex vice allenatore Davide Possanzini e i procuratori di Guarna e di Empereur.

Annus horribilis

Un 2017 da dimenticare quello di Curci. La sera di San Valentino l’uomo subì una pesante intimidazione nella sua Carapelle. Attorno alle 22, quattro persone incappucciate giunsero dinanzi all’abitazione del commercialista a bordo di una Lancia Delta, in via Indipendenza. Uno dei malviventi scese per poi sparare colpi di fucile contro una saracinesca dello stabile di proprietà di Curci, poi risalì in macchina per scappar via assieme ai suoi complici. L’ex socio dei rossoneri assistette alla scena in quanto proprio in quel momento stava rincasando a piedi dopo aver lasciato il suo studio. Nell’abitazione c’erano moglie e figli.

A fine luglio, in un articolo del Corriere della Sera, Curci venne già tirato in ballo attraverso un titolo che non lasciava spazio a interpretazioni: “L’ex patron del Foggia Calcio regista di coop opache”. L’inchiesta – scrissero sul quotidiano nazionale – mostra i sorprendenti punti di contatto tra ambienti lontanissimi tra loro, quali il commercialista pugliese che ha portato di nuovo in Serie B dopo 19 anni la squadra di calcio del Foggia, alcune cooperative lombarde in fuga dai propri debiti tributari, e personaggi arrestati per i loro ritenuti rapporti con il clan catanese Laudani nell’inchiesta che lo scorso 8 maggio portò anche all’amministrazione giudiziaria di filiali dei supermercati Lidl e al commissariamento delle società di vigilanza privata del Tribunale di Milano.

In quell’occasione Curci subì un sequestro preventivo di “325.000 euro costituenti pacificamente, sulla scorta delle stesse parole degli indagati, il profitto del reato”. “Non sono mai stato il commercialista di queste cooperative – disse a l’Immediato – e mai mi sono occupato delle loro contabilità. Il 10 maggio scorso mi ha contattato la Guardia di Finanza per chiedermi alcune informazioni. Tutto qui. Una persona che stava a Milano ha fatto il nome mio, indicandomi come persona che poteva dare una mano a queste cooperative ma io non conosco proprio nessuno di questi personaggi. So solo che purtroppo c’è tanta gente cattiva. Ho già denunciato questo soggetto agli organi competenti. Provvederò anche a querelare il Corriere della Sera”.

Poi l’8 novembre ecco un altro sequestro, ben più consistente. Una stangata da 8,2 milioni di euro in beni mobili (autovetture di grossa cilindrata), denaro e polizze assicurative.

L’epilogo il 4 dicembre con l’arresto per auto riciclaggio. Curci, inoltre, è indagato a piede libero per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Avrebbe distratto dalle casse sociali della coop Fedel la somma di 334mila euro pari al compenso corrisposto in contanti a Curci stesso per falsificare numerosi modelli F24. Si parla di ben 22 modelli modificati per conto di quattro società per circa un milione e 350mila euro.

Ora è ai domiciliari ma tutta questa storia pare essere solo alle battute iniziali.

Fonte – Immediato.net

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