Una società senza pace: ora parte lesa

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Dalla penalizzazione alle pressioni esterne per Pompilio e Bruno: quanti problemi

La storia degli arresti con le presunte pressioni esercitate per gli ingaggi di Luca Pompilio e Antonio Bruno, non ha visto reazioni ufficiali da parte del club. Sul versante tifosi la paura ha viaggiato sul web, visto che il Foggia è da poco uscito dal ciclone dell’inchiesta sportiva, che ha coinvolto l’ex vicepresidente Massimo Curci prima e poi il patron Fedele Sannella (a cui sono stati confermati 3 anni di inibizione), costata poi il -8 nell’attuale classifica di Serie B. Questa volta il club è parte lesa della vicenda, anche se gli attori coinvolti non hanno mai denunciato le presunte pressioni esercitate dai malviventi.

DI PASSAGGIO In realtà l’ingaggio di Luca Pompilio nel 2016, durò solo poche settimane, il tempo del ritiro nell’estate burrascosa dal punto di vista tecnico in cui De Zerbi fu esonerato e poi arrivò Stroppa, per vivere la fantastica promozione dei record in Serie B. Il 31 agosto del 2016 Pompilio fu girato in prestito al Melfi, per poirientrare a gennaio e giocare solo piccoli spezzoni di partite (3 presenze 0 gol). L’attaccante foggiano è stato sempre una promessa mancata del calcio, cresciuto nel Lecce, ha vestito la maglia azzurra in tutte le categorie dall’Under 16 all’Under 20, dai giallorossi fu girato al Varese in B, prima di essere trapiantato per la prima volta a Foggia nel 2012 dall’allora d.s. Peppino Pavone. Quel Foggia poi fallì e riparti dalla D e Pompilio rimase tra i professionisti prima al Pavia, poi a Virtus Verona e Manfredonia, prima del nuovo ingaggio in rossonero contestato oggi dalla Procura.

Fonte – Gazzetta.it

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