Zeman, Signori e Insigne, da Foggia al successo

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Il calcio italiano, da sempre uno dei più importanti del mondo, vive di tante realtà capaci di andare al di là di quelle milionari in grado di vincere titoli nazionali come lo Scudetto o la più accessibile Coppa Italia. Tra queste realtà provinciali in grado di fare la storia del calcio italiano vi è sicuramente il Foggia che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 realizzò varie stagioni gloriose tra Serie B e Serie A sotto la guida di Zdenek Zeman. La società pugliese, adesso nel campionato di Serie D, è stata una delle più sorprendenti della scena calcistica italiana in quel periodo storico, partendo dal basso per sorprendere tutto lo Stivale. Stiamo parlando del Foggia caratterizzato dal fenomeno chiamato Zemanlandia, un vero e proprio parco giochi calcistico fatto di calcio molto offensivo e basato sui goal. Se di quel Foggia ci ricordano su tutti Zeman e Giuseppe Signori, vent’anni dopo il giovane Lorenzo Insigne, oggi capitano del Napoli, avrebbe mosso i primi passi proprio nello storico club.

Zeman, il guru

Arrivato in Italia negli anni ’60 per fuggire la difficile situazione politica della sua Cecoslovacchia, Zdenek Zeman sarebbe stato adottato dall’Italia sia a livello calcistico sia dal punto di vista umano. Dopo una lunga gavetta e delle importanti esperienze in Sicilia tra Palermo e Messina, il boemo sarebbe approdato a Foggia voluto dall’allora presidente Pasquale Casillo, che lo richiamó qualche stagione dopo il primo incarico. Dall’estate del 1989 ebbe inizio il nuovo progetto di Zeman al Foggia, un progetto che sarebbe sfociato nella grande esperienza di Zemanlandia. La stagione di Serie B 1990-91 sarebbe stata il gran trionfo dei Diavoletti, che vinsero dominando il campionato cadetto, torneo nel quale quest’anno la grande favorita è l’Empoli, la più indicata al trionfo dalle scommesse sportive con una quota di 3,50 su Betway il 10 ottobre. L’annata successiva in Serie A fu invece foriera di un ottimo piazzamento, più esattamente al nono posto, nonostante il tonfo al secondo turno di un obiettivo importante come la Coppa Italia. In quegli anni la grande figura del Foggia fu Giuseppe Signori.

Signori, il bomber

Arrivato all’inizio degli anni ’90 a Foggia, l’attaccante lombardo Signori sarebbe stato il principale protagonista dei migliori anni della società rossonera. Oggi idolo assoluto dello stadio Pino Zaccheria, dove è anche tornato a far visita, l’allora giovanissimo calciatore fu schierato da Zeman come ala sinistra e trasse moltissimo beneficio dal gioco spregiudicato proposto dal boemo. Dotato di un mancino invidiabile e in quegli anni sulle ali dell’entusiasmo per via della sua giovane età, Signori fu il principale rappresentante di quel Foggia nel cui tridente d’attacco veniva accompagnato da Ciccio Baiano e Roberto Rambaudi. Il suo enorme talento fu adocchiato dall’allora patron della Lazio Sergio Cragnotti, il quale lo chiamò a Roma la stagione successiva. In maglia biancoceleste Signori avrebbe vinto per ben tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A nell’arco di quattro stagioni, ottenendo anche la chiamata in nazionale del CT Arrigo Sacchi, con il quale si recò negli Stati Uniti per disputare il mondiale del 1994. Gli insegnamenti di Zeman a Foggia e il grande appoggio dello stadio Zaccheria furono fondamentali per l’attaccante lombardo, il quale usò la squadra rossonera come grande trampolino per un’ottima carriera.

Insigne, il folletto

Lo stesso si può dire per Lorenzo Insigne, attuale capitano del Napoli. Vent’anni dopo Signori, il folletto partenopeo, mandato dalla sua società d’origine a farsi le ossa altrove, fu fortemente voluto da Zeman nella sua terza tappa al Foggia, stavolta in Lega Pro. A soli diciannove anni Insigne diede dimostrazione di un talento impressionante, al quale faceva da contrappeso soltanto una statura e una stazza eccessivamente minuta. Tuttavia, con il boemo in panchina, anche il napoletano trasse benefici enormi all’ora di attaccare ed esprimere dunque tutto il suo potenziale tecnico. Impiegato anche lui come ala sinistra, proprio come Signori, Insigne realizzò 26 reti nella stagione 2010-11 con la maglia rossonera, arrivando ad essere il miglior marcatore dei Satanelli e diventando così il pupillo di un Zeman che l’avrebbe poi portato con sé anche nella successiva esperienza al Pescara.

In definitiva, i tifosi dello Stadio Zaccheria possono vantare di aver visto passare davanti a loro una serie di giocatori e di personaggi in grado poi di imporsi anche a livello nazionale. Perché, in fondo, nel calcio, le storie più belle iniziano sempre in provincia.

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ultimo rossonero
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ultimo rossonero

non se ne può più di questi sterili attacchi, anche se i nostri fans non sono angeli, guardiamoci in torno ad altre tifoserie con atti di vandalismo, omicidio, spaccio, vicinanza a delinquenza organizzata. Noi respiriamo e siamo sotto attacco di tutti i media!!! non se ne può proprio più. quali rimedi ? non saprei, scusate lo sfogo di una new entry in questo simpatico forum.

Gianmichele
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Gianmichele

Ben arrivato ultimo rossonero. Sono d’accordo, siamo sotto l’occhio dell’inquisizione e’ vero …. ma questa cevla potevamo risparmiare. Non occorrono 8 lauree per capire che quel coro va contro ogni etica morale e sportiva. Io la condanno assolutamente. Sei sei stato diffidato qualcosa hai combinato.