Foggia, Corda: “La vicenda Maccarrone non ci tocca”

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«Non voglio dire nulla sulla vicenda che non conosco – spiega il tecnico Ninni Corda -. Il calciatore non è più con noi da venti giorni, attendevamo l’1 dicembre per svincolarlo. Il Foggia non c’entra assolutamente nulla rispetto a quanto accaduto».

I dettagli dell’inchiesta

Giocavano a non farsi prendere gli arrestati nell’ operazione «Corner bet». Per sfuggire alle forze dell’ordine italiane, erano in contatto con agenzie maltesi e internazionali. Giordano Maccarrone, 29 anni, calciatore del Foggia e all’epoca nel Bisceglie, Andrea Leanza, 39 anni, titolare di un centro scommesse, Rosario Cavallaro 39 anni, anche questi catanese, avevano in concorso un sodalizio di frode in competizioni sportive. Il loro businness, secondo la ricostruzione della Polizia Postale di Catania, si basava soprattutto sul numero dei corner, espulsioni e ammonizioni. Tipologie di scommesse poco conosciute e per questo lontane dai riflettori: per gli arrestati — ai domiciliari — erano una vincita pressoché sicura e di facile e meno rischiosa “gestione”. «È facilissimo, è l’unico modo che non può succedere nulla», dice uno degli arrestati in una delle intercettazioni degli agenti diretti da Marcello La Bella. Ancor più esplicito: «Se non mi faranno giocare sabato, siamo rovinati». Le indagini iniziano dalla denuncia del titolare di un’agenzia di scommesse di Catania, che lamentava la sottrazione di migliaia di euro da suo conti di gioco on-line, tramite accessi abusivi al sistema. Tra le gare indiziate, Trapani–Bisceglie, Rende–Bisceglie e Bisceglie–Sicula Leonzio. Il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha detto che la Lega si costituirà «parte civile nel procedimento; abbiamo già conferito incarico all’avvocato Astolfo Di Amato». «Ennesimo scempio – ha commentato il presidente Leonardi, Sicula – Vengono coinvolte da alcuni tesserati delle società all’oscuro di tutto»

Fonte – Gazzetta.it

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