Foggia, un doppio bivio per il futuro

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Molti calciatori distratti dalle tante voci di mercato. Attesa per le mosse di Canonico. Il tandem Di Matteo-Catena chiede chiarezza al patron.

La posa plastica del capitano Alberto Rizzo che chiede scusa ai tifosi dopo il 4-1 subito dal Giugliano nell’anticipo di venerdì, è l’immagine più esplicativa del momento caotico che attraversa il Foggia. Una squadra senza capo né coda, autolesionista fino al midollo, con il solo Millico e pochi altri (l’autore del gol Embalo, più i volenterosi Tonin, Salines e Fiorini) in grado di indicare una luce in fondo al tunnel.

TOCCA ALLA SOCIETÀ. Il pallino torna in mano alla società che in piena campagna trasferimenti adesso ha la possibilità di dimostrare la sua volontà di uscire dalle secche della crisi intervenendo con decisione sul mercato. Oppure di lasciar perdere rispettando il volere di gran parte della piazza scoraggiata dalla mancanza di risultati, passando la mano. Anche questa un’opportunità alla portata: il gruppo Di Matteo-Catena, già interessato a rilevare il club nel 2019, ha messo nero su bianco la sua volontà di rilevare il club e attende adesso che Canonico chiarisca le sue intenzioni. «Non siamo chiacchieroni – si legge nel testo – la nostra offerta è seria». I due imprenditori campani fanno riferimento alle parole di Emanuele Canonico, che nel corso di una trasmissione televisiva del dicembre scorso aveva dichiarato: «Per me saranno tutti dei chiacchieroni, fino a quando le persone non vengono con la fideiussione o assegno circolare a garanzia dei soldi messi da mio padre come polizza fideiussoria per il campionato». «La cosa certa – rispondono Di Matteo e Catena – è che le dichiarazioni del vicepresidente evidentemente non collimano con quanto confermatoci dal presidente Canonico in una call tenuta ieri mattina (11 gennaio, ndr), nel corso della quale ci è stata confermata la richiesta di un milione di euro, corrispondente alla cifra versata come finanziamento soci. Una situazione che riteniamo quantomeno singolare, nella quale il presidente e padre smentisce ciò che dice il vicepresidente e figlio. La mano destra che non sa che cosa fa la sinistra. Non abbiamo nulla contro il signor Canonico, che evidentemente non ha tutta questa voglia di lasciare il Foggia, ma è giusto che si faccia chiarezza una volta per tutte, soprattutto per il bene della piazza».

TROPPE INCERTEZZE. La squadra risente di tutte queste incertezze e in campo si vede eccome. La reazione di Di Noia, giocatore equilibrato e corretto, tradisce uno stato d’animo poco sereno (il centrocampista è richiesto dal Crotone). Altri giocatori sono distratti da voci di mercato (Frigerio, Garattoni) e inevitabilmente nello spogliatoio sono sensazioni che si avvertono. Anche il vice-allenatore Coletti, dopo Giugliano, si è forse reso conto della difficoltà di lavorare come vorrebbe almeno finché il mercato non avrà smaltito l’intera durata (31 gennaio). E alle porte c’è un’altra partita difficile, Foggia-Avellino allo Zaccheria (sabato 20, ore 20.45), da giocare con il precipizio della zona retrocessione sotto i piedi.(Walter Carbone)

Fonte – Corrieredellosport.it

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