Nember annuncia il riscatto di Kragl, ma sul futuro avverte: “Se la situazione resta la stessa vado via”

Nella conferenza stampa di questo pomeriggio il diesse, pur confermando la disponibilità dei Sannella a investire per il sogno Serie A, non scioglie le riserve sul proprio futuro: “Ho bisogno di lavorare senza intoppi”

‘Fiumi di parole’ cantavano le meteore Jalisse, in un Sanremo di 21 anni fa. Fiumi di parole come quelle scorse nella sala stampa dello Zaccheria, in una conferenza stampa dalla quale è emerso però ben poco. Nulla che già non si sapesse, contrariamente a quanto, invece, data l’eccezionalità dell’evento (una conferenza stampa convocata all’improvviso), si immaginava. Nember non ha rinnovato come pensavano i più ottimisti, né ha annunciato il suo disimpegno a fine stagione come immaginano i più catastrofisti. Si resta in standby.

Tante parole, ma poche realmente notiziabili. Nember fa un bilancio della stagione, positiva soprattutto nella seconda parte, ecco perché l’obiettivo resta quello di fare un salto in avanti, di mettere in piedi i presupposti per raggiungere presto la massima serie: “Per una società che da tanti anni naviga a largo dai grandi palcoscenici, sarebbe bello coltivare questo progetto”, esordisce. Il diesse annuncia anche che da 15 giorni circa ha finalmente ottenuto la possibilità di interfacciarsi con la proprietà (Franco Sannella, naturalmente) per affrontare alcune problematiche, ma soprattutto capire quale futuro poter tracciare. Ma intanto i tre mesi precedenti sono stati duri.

Futuro e progetti

I Sannella vogliono ancora investire: “Dall’incontro le sensazioni sono positive. Franco se potesse esplodere, genererebbe uno tsunami. Ha tanta voglia, carica e determinazione”. Insomma, sulle intenzioni della società, le cose sono state chiarite. Malgrado tutto, la famiglia Sannella al sogno della Serie A non rinuncia. Ma a turbare i pensieri di Nember ci sono altre situazioni. La chiama “incertezza”, ovvero il dover occuparsi di faccende che si aggiungono a quelle di campo. E il diesse non è tanto propenso a continuare in queste condizioni. “Ma il commissariamento non c’entra”, precisa. Anche se, l’azzeramento di tutte le cariche è consequenziale alla presenza del commissario. Pertanto è difficile pensare a una situazione diversa finché la società resterà commissariata. A meno che non giunga la percezione di un maggiore sostegno, di una maggiore presenza della proprietà. In parole povere, Nember non chiede più garanzie tecniche (quelle già ci sono), ma di poter occuparsi solo delle questioni tecniche (giocatori, mister, mercato) e di nient’altro, senza più intoppi o antipatiche zavorre con le quali convivere.

Mercato

Non si sbilancia sul mercato (“Il campionato è ancora in corso, sarebbe sgradevole verso i giocatori parlare di permanenze, cessioni e acquisti”), ma fa intendere che qualcosa già si muove. Il diesse ha già alcuni giocatori sotto mano, che avrebbero accolto con entusiasmo la possibilità di misurarsi in una piazza prestigiosa come quella rossonera. Arriva poi l’annuncio che tutti si aspettavano: “Kragl verrà riscattato”. Non sarà un problema il budget anche perché, per costruire una squadra che da gennaio in poi ha avuto un rendimento da playoff, non è stato speso nulla o quasi: “A gennaio abbiamo messo a bilancio zero euro tra cessioni e acquisti. Se si è bravi il budget non è un problema. Non servono tanti milioni per migliorare una squadra. Mi preoccupa più la possibilità o meno di lavorare con serenità”.

E si ritorna al punto di partenza. Nember vuole solo occuparsi della squadra, tanto che neppure le eventuali penalizzazioni e squalifiche, in seguito ai probabili deferimenti che dovrebbero arrivare dopo la chiusura delle indagini della Procura Federale, lo preoccupano: “Se ci tolgono dei punti vorrà dire che vinceremo una gara in più. Se squalificassero qualche giocatore faremmo un paio di acquisti in più. E’ inutile pensare solo alle situazioni negative”.

Nember sì Nember no

Sui paventati problemi legati al mercato, per via del commissariamento, Nember fuga ogni dubbio: “Il commissario non ha voce in capitolo sulle questioni tecniche. Deve solo vigilare sulla regolarità dei pagamenti. Ma il diesse può operare in tranquillità”. Resta il nodo sul futuro: “Con il commissario è cambiato molto. Sono l’unico che si interfaccia con lui e con i dipendenti della società. Il lavoro è diventato parecchio intenso, così si fa fatica ad andare avanti”. Non fa percentuali, anche se gli piacerebbe che la permanenza superasse il 50% delle possibilità, ma non è semplice: “Ho bisogno di lavorare senza intoppi. Devo poter fare il mio lavoro, ma se la situazione restasse questa anche dopo la fine del campionato, andrei via”.

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Micky
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Micky

Da quanto ho capito io, il ds lamenta un carico di lavoro in quanto evidentemente è l’uomo più affidabile e capace e quindi sta sbrigando anche altre faccende del tipo amministrativo per collaborare con i commissari. Quindi lui teme di non poter far bene il suo lavoro in sede di mercato se continua ad essere oberato in qs modo.
Ma se così fosse mi sembra strano che i Sannella non lo aiutino regalandogli un assistente o simili….

Ludovico
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Ludovico

Il messaggio di Nember mi è sembrato chiaro: la gestione familiare e anche un pò genuina nel senso più semplicistico del termine, frutto del retaggio del passato tra serie minori e campionati di bassa profilatura, unitamente a carenze in tema di lex 231 e adempienze amministrative varie che, peraltro, si sommano alle indubbie difficoltà di un commissariamento che, perquanto proattivo, limita il coinvolgimento diretto dei proprietari del Foggia Calcio, non può essere sulle spalle di un solo uomo. Luca Nember. Per il resto a lui non manca niente. La piazza è stimolante, la proprietà è ambiziosa e c’è feeling con… Leggi altro »