Indipendentemente dal risultato!

satanelli
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Magari non è tempo di bilanci, ma a metà tra una semifinale stravinta e la possibilità di toccare il cielo con un dito, qualcosa di definitivo, a bocce ferme e indipendentemente dal risultato finale, si può già dire: questa squadra, questo tecnico, questa società hanno creato un fenomeno sociologico difficilmente riscontrabile in altre realtà.
Domenica scorsa in tribuna stampa erano presenti gironalisti stranieri che volevano conoscere dal vivo cosa stava succedendo in una cittadina del sud dell’Italia.
Non sappiamo se ci sia una voglia di riscatto, se ci sia solo l’entusiasmo per il gioco espresso da questi ragazzi, se si voglia finalmente colmare un vuoto di quasi vent’anni, se ci sia la voglia di esorcizzare tutti insieme la quotidianità di questa città, di fatto Foggia è tornata a risplendere di una luce che avevamo perso e della quale quasi non ce ne ricordavamo più.
Il calcio è una delle poche eccellenze, forse non sbagliamo se diciamo l’unica eccellenza, di questa terra, che fa parlare di sè per tante negatività e poi, per quello che altrove viene considerato esclusivamente un gioco, riesce a riscattarsi e ad esaltarsi.
Nella doppia finale con il Pisa potrà succedere di tutto, fa parte del gioco, ma una vittoria è stata già conquistata, e cioè quella di aver recuperato, in una sola stagione, almeno vent’anni di umiliazioni e delusioni.

Alberto Mangano da Manganofoggia.it

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Frax

Caro Alberto, la risposta alla domanda che “implicitamente” ci fai e ti fai per me è molto semplice. Basta guardare l’età media di quei 17.000 che domenica erano allo stadio (per non dire di quelli fuori e a casa davanti alla TV). La stragrande maggioranza era fatta da ragazzi e ragazzini, ma anche da tantissime ragazze (altra grandissima novità per Foggia ed il Foggia) sotti i 30 anni!!! Cioè tutte quelle generazioni che non solo non hanno mai vissuto il “grande calcio in capitanata”, come noi, (anche se credo di avere due/tre anni più di te siamo della stessa “epoca”),… Leggi altro »