Bertuccelli: il Taranto può far male al Foggia

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«Loro sono forti ma è importante giocare per vincere».

L’incontro con la capolista Foggia avviene quando il Taranto non ha una fisionomia ben definita, se si considerano le gare in trasferta dove ha al suo attivo una vittoria (Cosenza) ed una sconfitta (Casertana), ma appunto c’è una differenza evidente tra le due prestazioni. Salvatore Bertuccelli, ex attaccante rossoblù, afferma di non preoccuparsi, in quanto la squadra è sempre la stessa, formata da giocatori che in Lega Pro possono stare benissimo. Bertuccelli, è un Taranto dai mille volti? «Spesso dipende dalle caratteristiche del gruppo avversario: forse a Cosenza ha trovato la situazione giusta, segnando con Bollino una bella rete da lontano con un tiro a giro, mentre a Caserta era passato in vantaggio e poi si è fatto raggiungere. Credo che il ruolino del team di Aldo Papagni sia positivo per quello che ha mostrato». Quale può essere la tattica più idonea per tornare dallo stadio Zaccheria con un risultato positivo? «Non c’è dubbio che i rossoneri sono i favoriti con poche altre per la vittoria in campionato, hanno giocatori con una maggiore esperienza in categoria, di conseguenza non è il caso di rilassarsi. A parer mio, si deve scendere in campo sempre per vincere, continuando così, a meno che col passare delle settimane la classifica non diventi disastrosa. È un effetto da scongiurare, ma le squadre di Papagni hanno sempre un’identità ben precisa e buone trame di gioco».

A vedere la classifica sorprende più il Foggia o il Taranto? «Sicuramente il Taranto ed è certo una sorpresa positiva, ma i calciatori non devono farsi prendere troppo la mano, d’altronde si cerca di arrivare ad una salvezza tranquilla e tutto quello che viene in più è guadagnato, anche se in campionato possono esserci degli episodi favorevoli o contrari. Col Foggia si gioca con la testa sgombra, senza subire il gioco avversario».

L’allenatore rossoblù ha cambiato modulo, così va meglio? «Evidentemente si era reso contro che il suo impianto necessitava di correzioni e che con un tre-quartista, che è Bollino, avrebbe accorciato gli spazi tra attacco e centrocampo. Il suo 3-4-1-2 a Foggia potrebbe andare bene, anche perché ha tre forti difensori a cui si aggiungono i due esterni in fase difensiva ed altrettanto uti- li nell’impostare le azioni a centrocampo, facendo da valido supporto».

I dauni non vogliono perdere questa occasione dopo 5 vittorie su 5. «Credo che il Taranto possa disputare una buona partita contro una società dal passato glorioso che finora sta rispondendo bene alle attese del campionato, lo stadio lo merita ed anche per questo sarà una partita difficile per i rossoblù, perché è una compagine tenace e tecnicamente molto valida. Cercherà di vincere, è inutile nasconderlo». Quante gare ha giocato a Foggia? «Difficile ricordare, forse 2 o 3. In una di queste ero andato col Benevento in C/1 e trovammo uno stadio caldo, con le grandi tribune ben attaccate al campo e con un manto erboso perfetto. La gente non è stata ostile, ma si deve combattere. Su un campo del genere si devono tirare fuori attributi e carattere. Lo Zaccheria è stato uno stadio proibitivo in qualunque categoria il Foggia abbia giocato e per molti versi ricorda lo “Iacovone” di Taranto: stesse temperature, stesso apporto. Va detto comunque che domani si giocherà a porte chiuse». In questa stagione quali partite ha visto? «Solo quella col Siracusa, terminata 0-0: non è stata certo la migliore, però nel secondo tempo e soprattutto nel finale la squadra ha creato delle buone occasioni da rete per sbloccare il risultato. Il Siracusa non era trascendentale, ma era sceso in campo col piglio giusto, poi pressava, ma il Taranto ha esagerato con i lanci lunghi per le punte». Lei si è stabilito a Taranto e conosce bene l’ambiente. Perché c’è difficoltà a restare a lungo nel calcio che conta? «Parlo ovviamente per il passato e dico che è facile dare una risposta: purtroppo spesso si è stati costretti a ripartire da zero, con grandi difficoltà per l’iscrizione al campionato e per allestire la squadra. Se gli imprenditori ci sono non rischiano, altri si sono bruciati, ma non è altro che lo specchio della città. È arduo fare calcio, anche per me. Ora sono fermo: con Papagni siamo amici e c’è stima reciproca, ma mi attendevo che Dellisanti mi telefonasse, d’altronde ho fatto il suo “secondo” in un anno di D’Addario».

Fonte – Quotidianodipuglia.it

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Massimo
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Massimo

Angor mò! Ma jtvenn a cacà, p’ piacer! Lo Iacovone come lo Zaccheria…ma che deje ma veramend mò. Quist so scem proprie.

Massimo
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Massimo

Ma vid nu poc a sti Tarantìn, ma jtvenn a cacà ò larg….

Massimo
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Massimo

Bertuccè secondo me lunedì ti farà male il di dietro per le tante bastonate in quel posto che avrai preso a Foggia tu e il tuo Taranto….

Antonio Milano
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Antonio Milano

Giocare per vincere???? Ahahhahahhahhahhhahhahhhhahhha