Involution. Revolution

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Tristezza. Anche quell’accenno di bel gioco visto nella prima parte di questo campionato è definitivamente sparito. Quegli sprazzi che almeno facevano aumentare la casella dei gol fatti, vanificati comunque puntualmente dai gol subiti, erano comunque una mini-speranza a cui aggrapparsi. Ora è sparito tutto. Prevedibili, amorfe, a tratti deleterie. Così le gare del Foggia attuale.

Tempo fa avevamo parlato di rosa limitata, corta, inadeguata al campionato di Serie B. La tesi va sempre più confermandosi. Non è questione di grinta, di voglia, di passione: è questione principalmente di limiti. Tecnici in primis. Ieri è stata schierata quella che probabilmente era la miglior formazione da schierare con gli uomini a disposizione. E non sono stati capaci di creare una sola, maledetta azione offensiva degna di essere chiamata tale. Questa si chiama involuzione, frutto di una campagna acquisti disastrosa e di una gestione mediatica fin qui dannosa. E Stroppa, ahinoi, ne è complice e protagonista. Le conferenze stanno diventando gag ripetute in modalità random ogni settimana. “Manca un tanto così per svoltare. Stiamo crescendo. Credo in questa squadra”. No mister, basta. Dovresti avere il coraggio di spiattellare alcune note verità. La campagna acquisti non è stata anche opera tua? Dillo. C’è il tuo zampino nell’arrivo di qualche giocatore? Ammetti l’errore. Ma così facendo si cade nel ridicolo. Perché che Ramè e Pelizzoli siano stati presi per altri motivi, lo sanno tutti. Che molti “affari” siano stati fatti con procuratori e ds “in amicizia”, lo sanno tutti. Che “Figliomeni sarà pronto a breve”, è una bugia grossa quanto i limiti della squadra, così come ammettere che gli infortuni sono colpa tua. Dai mister. Non ti puoi portare la croce addosso per colpe che non hai. Non puoi affermare di pretendere 100 da una squadra che ti può dare al massimo un buon 30, che in B significa retrocessione diretta. La tua unica evidente colpa ad oggi è quella di difendere l’indifendibile. Parla di mercato, parla di rinforzi, parla di limiti. Ma parla una lingua diversa. La favoletta dello spogliatoio unito poi, non sappiamo fin dove sia vera: perché uno spogliatoio unito, va unito anche a prendersi i fischi e le critiche dei tifosi. Non si presenta con un gruppetto di soli 7 giocatori ieri a fine gara al “Picco” sotto 500 tifosi, fradici sotto la pioggia dopo un viaggio tra i più lunghi del campionato. Ammetti queste evidenti realtà, altrimenti dimettiti per il tuo bene, perché la situazione così facendo, potrà probabilmente solo peggiorare fino a gennaio.

Si sta vivendo il momento forse più confusionario della storia recente del Foggia. Il caso Curci, i dubbi sui Follieri’s feat. gli americani, le pessime prestazioni della squadra. L’unica nota lieta si chiama Luca Nember, l’unico personaggio che ad oggi, “stona” in positivo. A lui spetterà l’arduo compito di rivoluzionare, sperando gli vengano dati i mezzi giusti per operare tale rivoluzione. Perché sì, al Foggia attuale serve solo una rivoluzione.

Fonte – Foggia.iamalcio.it

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Tifosi abbandoniamoli basta bastttttttttttttttttt,mamm e cumm stch ner