Melfi, Maglione: “Polemiche tra dirigenti? Spettacolo squallido. Così legittimiamo la violenza”

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Un finale di campionato entusiasmante, ma anche incandescente che non si consuma solo sul rettangolo verde, ma anche con stoccate mediatiche e continue repliche dei protagonisti. Ad infiammare questi giorni sono state le parole del presidente del Foggia, Lucio Fares, che con un’intervista ha risposto a muso duro alle accuse di Casertana e Benevento contro alcune scelte arbitrali. La replica della società sannita affidata al direttore sportivo del club, Salvatore Di Somma, che ha voluto dare un taglio netto alla questione, nel tentativo di non alimentare ulteriori polemiche che potessero in qualche modo gettare altra benzina sul fuoco.

La polemica non è passata inosservata e, a tal proposito, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com, Francesco Maglione, vicepresidente del Melfi e consigliere più longevo del Direttivo di Lega Pro:

“Credo che sia arrivato il momento in cui ci si deve imporre tutti un codice deontologico per il ruolo che rivestiamo come dirigenti – introduce Maglione – perché si è innescato un clima velenoso ed estremamente pericoloso che rischia di avvelenare le ultime giornate di campionato ed eventuali play-off, esasperando gli animi e fomentando le tifoserie. Dobbiamo essere noi dirigenti, innanzitutto, a dare un esempio positivo. Non possiamo poi lamentarci di alcune reazioni esasperate delle tifoserie, quando vengono fagocitate in alcuni casi da dichiarazioni rese con improvvisazioni a caso e sparando nel mucchio. Stiamo assistendo ad un spettacolo squallido e dobbiamo per prima assumerci la responsabilità di autocensura, perché tutti parlano di tutto e tutti.

Per cui assistiamo a dichiarazioni post-partita che vanno troppo oltre l’aspetto tecnico ed, a volte, anziché parlare della gara in questione si esprimono giudizi su partite di altre squadre. A loro volta dirigenti, che ricoprono ruoli autorevoli, che non devono dare delle risposte agli allenatori nei giudizi tecnici altrimenti c’è una continua confusione di ruoli. I patron son i patron, i presidenti i presidenti e direttori sportivi, allenatori e giocatori sono dipendenti. Che esempio educativo come dirigenti ai vertici delle società stiamo dando? Non sono bastati i gravissimi episodi dopo Andria-Foggia, Benevento-Casertana e Padova-Pro Patria? Il mio è un grido di allarme con grande senso di responsabilità. – Conclude il consigliere – C’è il concreto rischio di legittimare le aggressioni nelle tribune e di legittimare le aggressioni di tifoserie fagocitate ulteriormente da queste dichiarazioni avventate e sprovvedute”.

Fonte – Tuttolegapro.com

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