Le magie del tridente, la corsa di Agnelli e Gerbo, la qualità di Vacca e Riverola. Le pagelle di Lecce-Foggia

Agnelli Narciso
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Altra superba prestazione dei tre d’attacco, con ‘Re’ Pietro che arriva a 27 gol tra campionato e playoff. Grande prestazione anche dei centrocampisti.

Uscire indenni dal “Via del Mare” di Lecce sarebbe stato già un grande risultato. Tornare a Foggia addirittura con una vittoria, rappresenta un enorme vantaggio. Perché ora il Foggia potrà giocare per due risultati, avendo dalla sua parte la carica impetuosa dei 17mila rossoneri, pronti a trascinare la squadra come due domeniche fa con l’Alessandria. E i tre boati del 700 tifosi presenti ieri a Lecce, che hanno accompagnato le reti di Iemmello e Sarno, sono stati una piccola anticipazione. Non è bastata l’azione di disturbo di alcuni salentini “burloni”, che nella notte tra sabato e domenica hanno movimentato il sonno dei giocatori, accendendo dei petardi nei pressi dell’hotel dove alloggiavano i rossoneri. La squadra è scesa in campo concentrata come non mai, come testimoniano le due reti nei primi sei minuti. Un approccio perfetto, decisamente migliore rispetto a quello dei salentini. Allo Zaccheria ci si aspetta una prestazione altrettanto gagliarda, a livello di approccio soprattutto, perché sulla qualità del gioco, la squadra dà ampie garanzie.

FOGGIA (4-3-3) Narciso 5,5; Gerbo 7 Loiacono 7 Coletti 7 Di Chiara 6,5; Agnelli 7 Vacca 6,5 (35’st Quinto s.v.) Riverola 7 (30’st Sainz Maza 6); Sarno 7,5 Iemmello 8 Chiricò 7,5 (11’st De Giosa 6,5). A disposizione: 12 Micale, 13 Arcidiacono, 18 Lodesani, 19 Lauriola, 22 De Gennaro, 23 Floriano, 25 Lanzetta. All. De Zerbi 7,5

Narciso 5,5 – Tutto tranquillo fino a quella uscita scriteriata. Avrebbe dovuto e potuto aspettare. Poi nel finale non tiene la bordata di Moscardelli e Sowe lo grazia.

Gerbo 7 – Alla prima occasione sfonda centralmente, e pennella un assist da centrocampista di qualità. Seguirà una gara all’insegna della corsa e della garra, in cui si disimpegna alla grande, nonostante un cliente scomodo come Doumbia.

Loiacono 6,5 – Se la cava contro una vecchia volpe come Moscardelli, bravo a usare fisico e mestiere.

Coletti 7 – Eccellente soprattutto nella parte finale, quando c’è da alleggerire e trasmettere tranquillità al reparto. Missione compiuta.

Di Chiara 6,5 – Prima parte di gara a mille all’ora, in appoggio al tarantolato Chiricò. Bene anche quando deve difendere, al netto di qualche piccola sbavatura. Chiude come quinto a sinistra.

Agnelli 7 – Stavolta la spia della riserva non si accende, anzi. Si mantiene lucido fino alla fine, azionando un paio di ripartenze potenzialmente letali. E poi c’è il grandissimo lavoro in fase di non possesso in mezzo al campo.

Vacca 6,5 – Meno appariscente del solito, non per questo il suo contributo diventa più scarso. Resta il solito portatore sano di fosforo in mezzo al campo, artista nella gestione della sfera (35’st Quinto s.v.)

Riverola 7 – Un po’ mezzala, un po’ trequartista quando si sgancia dagli altri due compari di reparto. Mai una giocata banale e tanta qualità (30’st Sainz Maza 6 – Utile nella parte finale, quando c’è da tener palla e alleggerire la pressione).

Sarno 7,5 – L’uno due con Iemmello è la fotografia perfetta del suo match. Nel primo tempo si diverte e diverte. Un po’ meno i difensori del Lecce. Nella ripresa è lui a lanciare quasi tutte le ripartenze, gli manca l’assistenza.

Iemmello 8 – Dopo sei minuti ha già messo in cantiere una doppietta. E sono 27 tra campionato e playoff. Cos’altro gli si può dire?

Chiricò 7,5 – A sinistra è più un’ala pura non potendo rientrare sul piede buono. E allora? Fa l’ala pura, saltando sistematicamente l’uomo, ridicolizzando il povero Legittimo, e propiziando il secondo gol (11’st De Giosa 6,5 – Si sistema sulla sinistra, più terzo centrale in una linea a cinque, che terzino. Fa valere le qualità sulle palle aeree, e non se ne fa scappare una. Considerata la moria di centrali, un recupero prezioso).

De Zerbi 7,5 – Una grande vittoria arrivata con una grande prestazione. Peccato per il rigore di Lepore che rende meno agevole il ritorno. E forse è meglio, perché così sarà impossibile allentare la pressione.

Fonte – Foggiatoday.it

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