Foggia calcio, Esonerato di De Zerbi: storia di un amore senza lieto fine

Dall’arrivo a sorpresa, tra i mille dubbi di una piazza che ha impiegato poco ad amarlo. Il bel gioco, l’entusiasmo, ma anche cadute rovinose, un esonero scampato, la coppa Italia e la delusione dei playoff

Un arrivo in punta di piedi, tra i dubbi di una piazza ancora frastornata dall’addio di Padalino, che aveva riportato la squadra in terza serie, dopo averla raccolta in Serie D.

SORPRESA – Una piccola esperienza nel Darfo Boario in un curriculum pieno di spazi da colmare. Foggia la prima vera tappa dove raccogliere risultati. Che arriveranno, insieme al bel gioco, che presto trasformeranno i dubbi in applausi, ed entusiasmo. A Foggia si respira aria di 4-3-3, pur se dall’interpretazione distante da quella zemaniana. Meno verticalizzazioni, l’esasprazione del possesso palla e ricerca del gol attraverso l’azione manovrata, sull’esempio del “Guardiolismo”. Lo Zaccheria che si rianima, ricomincia a riempirsi, e a salutare le prime prodezze dell’astro nascente Pietro Iemmello, e del talento ritrovato Vincenzo Sarno. E poco importa se la squadra non raggiunge i playoff. La Foggia calcistica è di nuovo viva, consapevole che basti poco per trasformare una buona squadra in una formazione in grado di lottare per quella serie B, sconosciuta ai più da quasi diciotto anni.

AMBIZIONI E SOGNI – Nella seconda stagione arrivano i pezzi grossi, precisamente indicati dal mister. I primi colpi griffati Sannella, entrati in società, prima come sponsor poi come azionisti di maggioranza. C’è tutto per sognare. Con i vari Angelo, Coletti, Floriano, Riverola, la squadra può puntare alla vittoria. E gli inizi sono incoraggianti. La vittoria con la Lucchese e soprattutto quella al San Nicola con il Bari, in Tim Cup, fanno impazzire una città intera. Anche la sconfitta onorevole con il Verona di un anno fa porta con sé tanti aspetti positivi.

PROBLEMI – Ma l’inizio di campionato non è dei migliori. Le sconfitte contro Paganese e Benevento, la vittoria stentata con il Melfi in casa, il pari interno con il Catanzaro, e il pari di Matera: Cinque punti in altrettante gare e per la prima volta si parla di cambio in panchina.

SCONFITTE E RISCATTO – De Zerbi e la sua squadra risponderanno a colpi di risultati, gol e spettacolo. Allo Zaccheria cadranno Lecce, Casertana e Cosenza, ma al ritorno dalla sosta invernale la squadra si blocca. Quattro pareggi consecutivi in casa che alla lunga si riveleranno decisivi, in negativo, nonostante l’1-0 a Melfi regali per una giornata il primo posto. La rimonta subita in casa dal Matera dell’ex Padalino è il preludio a un crollo che caratterizzerà il momento più buio della stagione: la squadra sprofonda rimediando pesanti scoppole a Lecce, Andria e Messina, oltre alla cinquina subita col Siena in Coppa Italia. Si ritorna a parlare di esonero e di sostituti. La squadra viene contestata e aggredita di ritorno da Andria. La reazione arriverà con la rimontona di Coppa Italia, che regalerà ai rossoneri la finale poi vinta col Cittadella. Ma per il campionato è troppo tardi: il Benevento è lontano, e a Cosenza il Foggia perde le residue speranze di rimonta. Non resta che vincere i playoff, dove i rossoneri non hanno mai gioito. Ma stavolta c’è il vantaggio del campo.

PLAYOFF – L’Alessandria di Gregucci, dopo l’exploit in Coppa Italia, cede allo Zaccheria in una gara senza appello. Il doppio trionfo con il Lecce mandano De Zerbi in finale contro l’amico Gattuso. Il resto è storia nota, con l’impronosticabile tonfo all’Arena Garibaldi, le polemiche, la rissa fuori dall’albergo che ospitava i rossoneri. Una settimana ricca di veleni, fino alla gara in uno Zaccheria pieno come non si vedeva da dieci anni. Non basterà per vincere. Vince Gattuso, perde De Zerbi, e con lui il Foggia e Foggia, con l’invasione e la bottiglietta che colpirà il tecnico calabrese. Da lì il ping pong mediatico: De Zerbi resta, De Zerbi va. Un summit infinito, e la decisione di restare, con tanto di rinnovo fino al 2019. Il resto è storia recentissima: gli acquisti, ben otto fino a ora, la vittoria in coppa col Pontedera, e la sconfitta, ancora una volta con onore, al Bentegodi con il Verona. Ma la mancanza di un vice Iemmello, dissidi sul ritiro, e su altre richieste formulate dal tecnico, hanno portato all’improvviso divorzio. Arriverà Stroppa, quasi certamente. Ma ora alla piazza interessa capire quale futuro attende la squadra, sulla quale oggi aleggia un grossissimo punto interrogativo.

Fonte – Foggiatoday.it

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