Lo ‘Zac’ può gustarsi lo show: quattro gol al Monopoli, Foggia di nuovo in testa

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Tornano alla vittoria i rossoneri nello zaccheria di nuovo pieno. Vacca e Rubin la sbloccano con due eurogol. Montini nella ripresa accorcia. Padovan e Maza la chiudono. I rossoneri di nuovo in testa col Lecce, sconfitto a Catania

Spettacolo, qualche patema d’animo, poi la festa. Lo Zaccheria torna a riempirsi di gente, colori e gol. Quattro, come quelli restituiti alla Juve Stabia in coppa, e che restituiscono ai rossoneri la vetta della classifica, grazie al contestuale k.o. di Catania del Lecce. E lunedì prossimo al Via del Mare la grande sfida tra i cugini pugliesi, contro l’ex Padalino. Con il Foggia di oggi, molto più simile a come lo vorrebbero sempre Stroppa e i tifosi, e assai più bello di quello di Castellammare, sognare non è un delitto.

Due gol, un palo e altre sette occasioni create in 45 minuti. Il “welcome back” dei rossoneri al popolo dello ‘Zac’ di nuovo pieno, è di quelli che non si dimenticano. Il Foggia del primo tempo indossa il vestito da gran galà e presenta la sua più bella versione della stagione. Squadra corta e aggressiva, che sfonda sulle fasce – soprattutto sulla destra – ed è lesta a recuperar palla nelle rare occasioni in cui non riesce a completare l’azione. Il Foggia fa tutto bene, disinnescando sul nascere i tentativi di contropiede, marchio di fabbrica del Monopoli. Due sole le occasioni potenziali per gli ospiti, innescate più per la spinta della dea Eupalla – uno scivolone di Martinelli e un rimpallo vinto a metà campo – che per un oggettivo errore dei rossoneri. Poi c’è il contrappasso: se un anno fa lo Zaccheria fu teatro di una partita assurda, con gli errori dal dischetto di Sarno e Iemmello, e i fantascientifici gol di Gambino e Croce, oggi sono i rossoneri i protagonisti dello show. Vacca prima, con un violento destro dal limite, e Rubin poi con un incredibile siluro volante dai trenta metri (e la complicità di un maldestro Mirarco) rompono l’equilibrio legittimando il dominio assoluto del Foggia.

SECONDO TEMPO – Si abbassano i ritmi, e con essi l’incidenza del possesso rossonero. Manna dal cielo per il Monopoli che trova più spazi per affondare, e beneficia anche di una dormita collettiva per andare in gol e riaprire la gara. Un episodio che capovolge un po’ le sorti del match, con i rossoneri che dopo un’ora di straripante dominio, si scoprono improvvisamente fragili. Il disagio dura una decina di minuti, il tempo di tremare su un diagonale di Genchi, dopo una palla persa a centrocampo da Gerbo. Due minuti dopo, a un passo dalla mezz’ora, arriva il terzo gol di Padovan, che ha il sapore dei più classici sospiri di sollievo. Il Foggia si ridesta e gestisce la gara, senza rischiare più di tanto. Così Stroppa ha anche tempo di cambiare Gerbo con Agazzi e Chiricò con Maza. Al canterano blaugrana bastano quattro minuti per timbrare il cartellino e chiudere in bellezza la serata. E lo Zaccheria ringrazia.

FOGGIA (4-3-3) Sanchez; Angelo, Martinelli, Coletti, Rubin; Agnelli, Vacca, Gerbo (39’st Agazzi); Chiricò (45’st Sainz Maza), Padovan, Mazzeo (25’st Letizia). A disposizione: Tucci, Loiacono, Quinto, Sicurella, Dinielli, Riverola, Sansone. All. Stroppa

MONOPOLI (4-3-3) Mirarco; Ricucci (29’st Gomes), De Vito, Esposito, Pinto; Viola, Sounas, Nicolini; Genchi, Gatto (5’st Balestrero (12’st Ferrara)), Montini. A disposizione: Pellegrino, Franco, Cassano, Mercadante, Gomes, Mouzakitis, Mavretic, D’Auria, Ferrara, Balestrero, Bei, Difino. All. Zanin

Arbitro: Giua di Olbia

Marcatori: 28’pt Vacca (F), 33’pt Rubin (F), 16’st Montini (M), 29’st Padovan (F), 49’st Sainz Maza

Ammoniti: Gerbo (F), Ricucci (M), Sounas (M), Martinelli (F)

Fonte – Foggiatoday.it

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Nessuno ha sottolineato il 15-1 nei calci d’angolo. E tirando in porta anche da lontano. Anche così si vincono le partite, non solo facendo possesso di palla cercando di entrare in porta. Questa squadra può giocare in modi diversi ed ha un terminale offensivo in Padovan che sta crescendo partita dopo partita. Mazzeo torna spesso a recuperare palla e questo, seppur utile alla squadra, lo svuota di energie. Io proverei Agazzi titolare al posto di Agnelli, con Gerbo e Vacca, ma non a Lecce dove ci vuole il capitano foggiano a spingere la squadra col sangue agli occhi!