Serie D, da valutare la questione verdetti e futuro. Annata 19-20 ormai conclusa

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Il quadro è chiaro e diventerà ufficiale non prima del consiglio federale (in programma l’8 maggio): il campionato di serie D 2019-2020 è concluso. I fatti sono chiari: il ministro Spadafora, proprio in queste ore, ha sottolineato che neanche la serie A è certa di rientrare in campo il 18 maggio, poiché i protocolli, che già sono di difficile attuazione, pare non garantiscano una totale immunità. Altri paesi europei, come Olanda e Francia, hanno già definitivamente sospeso tutto, un aspetto che il ministro dello sport sta sottolineando spesso, quasi a voler avvertire qualche presidente. E lo stesso Spadafora ha ammesso “che diversi presidente chiederanno la sospensione del campionato” .

Con questo quadro per la massima serie, è chiaro che non ci sono possibilità affinché possa ripartire la serie D. Chiaramente il presidente Sibilia si cautela dichiarando di voler fare il massimo per rientrare in campo (lo deve al suo ruolo e, tra l’altro, sarebbe bello concludere sul campo il campionato), ma nei fatti sa benissimo che le speranze sono ormai nulle. Non è un caso che, dopo alcune esternazioni di Ghirelli, il presidente della LND abbia messi i puntini sulle i, dichiarando che le nove promozioni dalla D alla Lega Pro non sono assolutamente da mettere in discussione: dietro le quinte, è chiaro, si sta già pensando a come organizzarsi.

Come organizzarsi, dunque, con i verdetti? Sarebbe illogico ed impossibile accontentare tutti, sia chiaro. Stiamo attraversando un periodo storico eccezionale e saranno, di conseguenza, eccezionali le misure da adottare. La soluzione che potrebbe scontentare meno società è molto semplice: garantire le promozioni, evitare le retrocessioni. In serie D questa è una soluzione abbastanza semplice, considerato che la promozione è garantita soltanto a chi vince il campionato; discorso un po’ più articolato dall’eccellenza in giù, dove ci sono alcune promozioni che vengono decretate tramite i playoff. Considerato, però, che non ci saranno retrocessioni dalla D, la soluzione migliore pare sia quella di promuovere soltanto le squadra che, ad oggi, sono in testa alla classifica, con due eccezioni: in Basilicata e nel girone b del Piemonte, infatti, ci sono due squadre al comando, e sarebbe complicatissimo fare una scelta tra le due.

Discorso a parte merita, poi, anche la prossima stagione. Considerato che l’ufficialità della chiusura di questa stagione arriverà non prima di metà maggio, per organizzarsi con i verdetti ci vorrà tempo. Questo significa che, con molta probabilità, prima di giugno inoltrato tantissime squadre non conosceranno la propria categoria per la stagione 20-21. Come se non bastasse, la comunità scientifica ha sconsigliato un afflusso di tifosi allo stadio anche nei mesi a seguire: si potrebbe, dunque, iniziare il prossimo campionato a porte chiuse. Cosa fare? Meglio rinviare l’inizio della prossima stagione, in modo da scongiurare tante gare a porte chiuse ed ulteriori problemi per le società dilettantistiche.

Fonte – Notiziariocalcio.com

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