Foggia, incendiata la porta di casa di capitan Gentile. Il botta e risposta tra sindaco e ultras

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Un brutto episodio, nella notte tra martedì e mercoledì, per il capitano del Foggia Federico Gentile, che sta meditando di lasciare il club (riflessioni anche da parte di patron Roberto Felleca): ignoti hanno incendiato la porta della sua abitazione, dove il giocatore si trovava con la famiglia.
Evitata la tragedia, il fatto è stato denunciato mediante social dal sindaco della città Franco Landella, e proprio al suo duro comunicato, hanno voluto rispondere gli ultras del Foggia. Questa la loro nota, ripresa da foggiatoday.it:

“Crediamo sia inappropriato aggiungere e commentare quanto fino a ora detto in merito all’accaduto che ha visto come protagonista l’ex capitano Gentile; forme e modalità con le quali ci esprimiamo son ben note a tutti quindi è inutile parlare del nulla. Piuttosto vorremmo chiedere al primo cittadino delucidazioni circa le sue infelici ed inopportune dichiarazioni.
Punto primo : “imporre alla società di andarsene con questi gesti …….. si può capire tutto, si possono capire le contestazioni ecc.”, caro sindaco a cosa vorrebbe alludere? Ci sta forse puntando il dito contro? Vuol forse insinuare che il nostro dichiarato disappunto verso questa società sia sfociato in altro? Non crede di aver tirato conclusioni affrettate, la potremmo addirittura querelare per le frasi ingiuriose, ma non rispecchierebbe il nostro modo di fare. Caduta a parte, si è preoccupato di chiedere al sig. Gentile se magari non nasconde scheletri nell’armadio? Questa società con i suoi adepti ha sempre fatto del vittimismo il suo cavallo di battaglia e se è vero che pensar male sia peccato, è altrettanto vero che spesso ci si azzecca.
Se siamo, a detta di alcuni studi, ultimi tra le città italiane si rimbocchi le maniche e si dia da fare che dalle nostre parti diciamo che “U pesc puzz da cap”.
“Punto terzo, lei ha dichiarato “da oggi in poi ….. faccio non uno ma dieci passi indietro perché prima del Foggia Calcio viene l’immagine della città che non può essere macchiata da balordi che vogliono imporre con la violenza i propri desideri”. Chi sarebbero questi balordi? E si ritorna al punto primo caro signor sindaco, che i nostri desideri possano essere quelli di vedere il Foggia Calcio lontano da pastori sardi e calciatori di loro fiducia è risaputo da mesi, ma questo non le dà alcun diritto di fare certe dichiarazioni né tantomeno di pensare minimamente a noi come responsabili di certi avvenimenti, non glielo permettiamo assolutamente!.
Punto quarto: caro sindaco le feste si avvicinano e molte famiglie arrivano a fine anno con tutte le fatiche e gli affanni di questo maledetto 2020, pertanto anzichè farfugliare cose senza senso si preoccupi dei più bisognosi e dell’intera collettività che farebbe sicuramente più bella figura, perché in tutta onestà questi “balordi”, come piace dire a lei, a differenza sua hanno sempre teso una mano ai più deboli e sempre lo faranno. Fieri del nostro essere, fieri di noi ultras!
Noi come tifoseria abbiamo solo da insegnare stile e mentalità, i giornalisti parlino piuttosto di questo, dei fatti reali che delle favole inventate, del perché siamo ultimi in classifica come deferimenti disciplinari ai danni di dirigenti e calciatori, squalifiche su squalifiche, molte anche vergognose, nei confronti di coloro i quali oggi mettono l’abito da pecora per poi toglierlo a dispetto di quello del lupo quando sono negli spogliatoi e fanno la voce grossa e non solo con i più deboli e con i ragazzini. Chiamatela per questo la procura federale, che personaggi come voi non meritano nemmeno di essere accostati ai nostri colori. Abbiate il coraggio di farvi un’esame di coscienza. Siamo ultras, siamo romantici, siamo nostalgici, siamo follemente innamorati, siamo per i valori, non siamo affatto criminali”.

Non si fa attendere la replica di Landella: “Con un certo stupore e disappunto apprendo adesso della replica della Curva Nord del Foggia Calcio alle mie dichiarazioni di ieri, con cui ho offerto tutta la mia solidarietà di uomo e primo cittadino della città a Federico Gentile.
Ho quindi definito gli autori del gesto intimidatorio “criminali e balordi”: perché non credo ci siano altri modi per definire degli imbecilli che nel cuore della notte provano a bruciare un’abitazione con persone inermi a letto. Perché non sono definibili “persone” dei banditi che confondono lo sport con qualcos’altro; che inquinano il mondo del calcio con comportamenti di tipo criminale e mafioso.
Oggi leggo questa replica, che trovo intimidatoria e volgare: non mi pare di aver mai nominato la Curva Nord del Foggia Calcio; così come non mi pare neanche di averli – neanche lontanamente – associati ai responsabili di un tale gesto. Anzi, come ho sempre fatto, se avessi voluto esporre delle critiche al loro operato, lo avrei fatto apertamente, senza nascondermi.
D’altra parte, non capisco assolutamente cosa c’entrino i tifosi ultras non solo con la mia dichiarazione fatta ieri, ma soprattutto, non comprendo il livore di questa replica rispetto all’orrendo atto di violenza contro l’abitazione del giocatore Gentile.
Piuttosto, credo che la Curva Nord abbia preso una bella cantonata di fronte all’opinione pubblica: mi meraviglia il fatto che gli Ultras non solo non abbiano mostrato alcuna attestazione pubblica di solidarietà all’inerme Federico Gentile per l’attentato subito, nel giorno in cui ciò è accaduto, ma anzi si svegliano il giorno dopo per attaccare me, che ho semplicemente condannato questa terribile pagina di violenza, che è stato, di fatto, un atto violento contro l’intera comunità foggiana.
A me, che, da tifoso, amo e che, da primo cittadino, ho sempre tutelato il Foggia Calcio.
In conclusione, suggerirei ai saccenti tifosi Ultras di riprendere a occuparsi del benessere dei loro beniamini, piuttosto che lanciare invettive e minacciare querele senza alcuna maturità.
Ricordiamoci che in questo momento dobbiamo stringerci tutti attorno a Federico, che ringrazio per le belle parole e di fronte al quale, rinnovo le mie scuse per quanto accaduto, a nome dell’intera città”.

Fonte – Tuttomercatoweb.com

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Micky
Micky
9 Mesi fa

Concordo con Tiano sui pastori sardi…
Sono persone accoglienti, altruista, per bene, con valori solidi …
Per chi usa queste espressioni sappia che in molti parti di Italia si dice foggiano come sinonimo di cafone, ignorante, ecc… E poi non eravamo gemellati con il Cagliari ?
Non pensare a come possono prendere queste espressioni i nostri fratelli sardi?