Maceratese, la presidente Tardella: “Incantata dal Foggia”

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Sarà anche l’anno delle sorprese e delle rivelazioni, ma ce n’è una che colpisce davvero. Perché già l’anno scorso, dopo il dominio nel girone F della Lega Nazionale Dilettanti (mai nessuna squadra, dalla Serie A alla D, era mai riuscita a centrare l’obiettivo promozione senza subire sconfitte), i grandi appassionati di calcio rimanevano piuttosto stupiti. E non è finita. Centrati i playoff in Lega Pro, appena un anno dopo, si respira aria di miracolo sportivo con un occhio romantico verso quel sogno chiamato Serie B. Di chi stiamo parlando? Ovviamente della Maceratese, protagonista a Radio Milan Inter nel corso della trasmissione ‘Spazio B’, con l’intervista esclusiva alla presidente Maria Francesca Tardella. I biancorossi, al lordo degli ultimi 90′ della stagione regolare, troverebbero il Pisa di Gattuso nella prima fase degli spareggi per la serie cadetta.

“Se deve essere Pisa-Maceratese, mi auguro che non sarà una gara tattica come lo scontro diretto del ritorno in casa nostra – ha sottolineato Tardella -. Vorrei vedere un match a viso aperte tra due grandi squadre. Il Pisa potrà contare sul suo eccezionale blasone e su un allenatore di altissimo livello, ma noi faremmo di tutto per eliminarlo”.

IL PISA DI RINGHIO – “Gattuso è un grandissimo tecnico, ma considero altrettanto bravo il nostro mister Cristian Bucchi. Non è un caso se abbiamo fatto 1-1 a Pisa e 0-0 Macerata. Le squadre, di fatto, si sono equivalse nei 180 minuti, nonostante siano due realtà profondamente diverse. Nell’eventuale duello ai playoff, però, qualcuno dovrà pur prevalere. Mi auguro che il vincitore non debba passare dai supplementari o, peggio, dai calci di rigore. Lo stimolo di andare a giocare nuovamente all’Arena, per una piccola realtà come la nostra, è assolutamente fortissimo”.

LE ALTRE – “Il Foggia gioca un grande calcio. Ho seguito maggiormente il girone C, ma a nord ci sono compagini attrezzate e abituate a giocare sotto pressione. Occhio alle outsider che, come l’anno scorso, possono fare grandi risultati. Resta il fatto che guardo esclusivamente in casa nostra e alle nostre potenzialità. Ce la giocheremo contro tutte le nostre avversarie”.

RIVELAZIONE – “Ad agosto, il primo giorno che ho visto i ragazzi impegnati ad allenarsi in ritiro, ho pensato che non fosse una squadra che si sarebbe semplicemente salvata. Sarei presuntuosa se dicessi che mi aspettavo un cammino tanto impressionante. Di gara in gara abbiamo iniziato a prendere coscienza dei nostri mezzi. Siamo partiti timorosi e difensivi, incassando appena sette reti in tredici match, poi la squadra ha finalmente impostato il gioco in modo più offensivo e verticale, esprimendo un enorme personalità. Sono entrata in società come direttore generale quando ancora giocava in Eccellenza. Quell’anno arrivava un retrocessione in Promozione seguita dall’immediato ripescaggio, ma ho sempre creduto nel valore e nella professionalità dei calciatori. Dopo una grande scalata, a gennaio ho capito che avremmo potuto fare qualcosa di bello e importante per i tifosi e la città tutta. Ovvio che i 3 punti contro la SPAL sono stati determinanti a lungo termine”.

FUTURO – “In caso di una miracolosa promozione, lasceremmo certamente la guida tecnica a Bucchi. L’anno scorso abbiamo vinto il nostro girone di Lega Nazionale Dilettanti da imbattuti. Risultato forse unico a livello europeo. Nonostante questo, però, ho cambiato tutto per adattare la nuova squadra a una categoria completamente diversa. A mio modo di vedere, quando si fanno salti di questo tipo, squadra che vince si cambia, mantenendo una filosofia improntata verso i giovani”.

Questa volta però, in caso di promozione in cadetteria, la conferma di Bucchi in panchina sarebbe una certezza. L’anno scorso, infatti, non è bastato neppure un campionato storico al tecnico che ha riportato i marchigiani nei Pro, Giuseppe Magi, attuale mister del neo promosso Gubbio.

“Al termine della scorsa stagione – ha spiegato Magi – la dott.ssa Tardella mi ha presentato un progetto al quale difficilmente credevo di poter prendere parte. Una sfida evidentemente troppo impegnativa, in quanto si prospettava una rivoluzione della squadra che aveva appena dominato il suo girone in Serie D. A me mancava quel livello d’esperienza necessario a rifondare un gruppo idoneo per la Lega Pro e, per questo motivo, ho fatto un passo indietro con lo scopo di allenare ancora una compagine ambiziosa nei dilettanti. A Gubbio è stato un percorso completamente differente rispetto a quello di Macerata e, adesso, mi sento pronto per affrontare davvero la terza serie italiana. Faccio i complimenti alla Maceratese per tutto quanto di buono sta continuando a fare”.

Fonte – Tuttolegapro.com

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