Foggia e Pisa protagoniste di una finale sontuosa. De Zerbi e Gattuso i predestinati

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Iemmello contro Varela. Foggia contro Pisa. Dunque. Una finale annunciata. Onore delle armi al Pordenone che ha disputato un ottimo campionato. Pensare, veniva da un ripescaggio. La sonante vittoria ottenuta dal Pisa nella gara di andata lasciava ampiamente presagire che Gattuso avrebbe portato i suoi alla finale. Senza tanti patemi. Infatti così è stato. Peccato che “Ringhio” abbia deciso, anzitempo, di abbandonare il progetto allestito da Fabrizio Lucchesi. Il malessere nei rapporti tra presidente ed allenatore ha fatto saltare il banco. Non si rivolgono la parola. A livello economico potrebbe esserci qualche ripercussione negativa. La presenza di Gattuso, all’ombra della torre pendente, aveva convogliato sui neroazzurri importanti risorse economiche. Il suo distacco dall’ambiente potrebbe anche creare dei problemi.

Un gol “impossibile” di Riverola ha finito di asfaltare il Lecce. Frantumando le sue speranze di promozione. Le porte dello Zaccheria ora, agli incroci, non hanno più “ragnatele”.  Praticamente non c’è stata mai partita. Il risultato finale vale soltanto per le statistiche.

Portai io Robertino De Zerbi a giocare a Foggia. Donadoni lo aveva messo inaspettatamente fuori squadra a Lecco. Ariedo Braida mi accontentò in un battibaleno. Bastò una telefonata. Un vero regalo. Per il ragazzo fu la rinascita. L’inizio di una nuova carriera.  Da giocatore fece fare un grande salto di qualità alla nostra squadra. Dimostrò già da allora grande personalità. Da allenatore la sta riportando nel calcio che conta. Deve solo smussare alcuni “angoli” particolarmente spigolosi del suo carattere. Ha saputo costruire un gruppo vincente. Lo ha voluto con insistenza. Lo ha fornito di un gioco piacevole. Una tattica moderna. Alle volte anche troppo spregiudicata. Nelle retrovie l’inserimento inedito, nel ruolo, di Coletti gli ha risolto più di un problema. Ha trovato una proprietà solida. Quella che a Foggia mancava da tempo immemorabile. I fratelli Sannella possono riportare i rossoneri ai fasti della serie A. Custodiscono la giusta passione. Ne hanno la indispensabile capacità economica.

Pisa contro Foggia. Un epilogo di stagione che più sontuoso non ci poteva essere. Esaltante. Il bello del calcio. 180 minuti di fuoco. Meriterebbero entrambe il salto di categoria. Peccato veramente che i regolamenti lo vietino. Il primo confronto tra due “panchine” emergenti. Gattuso contro De Zerbi.

La sfida, inedita, tra due predestinati.

Alla resa dei conti anche la zona retrocessione. Ischia, Melfi, Aquila, Lupa Roma, Albinoleffe e Cuneo vanno ad aggiungersi alle già retrocesse Savona, Pro Patria e Lupa Castelli. Sono tutte uscite sconfitte dai play out. Scendono tutte tra i dilettanti.

Sorprende i cammino dell’Albinoleffe che ad inizio di stagione aveva sperperato 500 mila euro, il famigerato fondo perduto, per essere riammessa tra i professionisti. Incomprensibile il progetto di quella Società. Inqualificabile quello della squadra  che, in una stagione regolare disastrosa, è riuscita a collezionare soltanto 20 punti.

Lupa Roma ai titoli di coda. Il presidente Alberto Cerrai prima ancora di giocarsi la sfida decisiva, per la salvezza, aveva annunciato il suo abbandono. Indipendentemente. Deluso da tutta una serie di avvenimenti non il linea con il suo modo di fare calcio.

Particolarmente grave la situazione di Aquila, Melfi e Ischia. Tutte a vario titolo penalizzate. Chi in questa stagione, chi anche in quelle precedenti. Nessuna di loro potrà chiedere il ripescaggio. Indipendentemente dal “fondo perduto”. Lo vietano le regole. L’avvocato Francesco Saverio Maglione colleziona un altro “fallimento” dopo quello di Savoia. Sembra, a quanto racconta radio fante, che si stia accasando al Messina…

Particolare curioso. Per usare un eufemismo. Emiliano Nitti presidente della Pro Patria, lo stesso Maglione amministratore del Melfi e Alberto Cerrai presidente della Lupa Roma fanno parte del direttivo di Lega dallo scorso dicembre. Dovranno tutti essere sostituiti. Altrettanto dicasi per Luigi Rapullino, presidente dell’Ischia, attualmente nel cda della Calcio Servizi srl.

Preoccupa e non poco, la situazione finanziaria del Rimini che però si è salvato sul campo. Con grande merito dei suoi tesserati. La sua iscrizione al prossimo campionato è alquanto incerta. Negli ultimi mesi alcuni stipendi sono stati pagati grazie all’intervento dei vertici della Lega Pro. Le spese per le ultime trasferte sono state coperte dai tifosi. I calciatori sfrattati dalle loro abitazioni.  Anche il suo presidente Fabrizio De Meis faceva parte del direttivo di Lega, ma si è dimesso, per opportunità ed in quanto squalificato.

Allungando l’occhio in proiezione futura. Critica anche la posizione della Carrarese. Da tempo in stato di messa in liquidazione. Il Martina è stato recentemente deferito per carenze finanziarie. Corrispondenze provenienti da Messina, Agrigento e Pavia scrivono che anche in quelle piazze si sarebbero  riscontrate alcune difficoltà di natura economica.

Tra ripescaggi, calcio scommesse, illeciti, fondo perduto e riforme, si prepara una “stupenda” stagione estiva. Sarà, al solito, una estate calda, ma tempo per stare sotto l’ombrellone ce ne sarà ben poco.

Si potranno però fare i bagni. Tanti, ma di sudore. Soprattutto per qualcuno, statene certi!

Fonte – Tuttolegapro.com

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Che serata amici rossoneri !!! Il Lecce è stata una signora squadra ma ieri, più vedevo la partita, più mi rendevo conto di quanto siamo diventati forti, belli da vedere e, finalmente, concreti e cinici al punto giusto.La concentrazione non è mai mancata e abbiamo dimostrato, ad un palcoscenico nazionale, che meritiamo la finale più di ogni altra squadra.Il Pisa è la finale più difficile che ci potesse capitare… dopo l’Alessandria peggior quarto e il Lecce peggior semifinalista, ci toccano i toscani di Gattuso che sono i più accreditati per contenderci la promozione.Ma il Foggia visto ieri mi ha dato… Leggi altro »