Kragl, fulmini e saette: l’uomo copertina del nuovo Foggia

Scindere il binomio velina-calciatore, sconfiggere uno stereotipo divenuto negli anni oggetto di infinite discussioni, scoprendo l’eccezionalità di un giocatore in grado di fare la differenza in poco tempo a suon di gol e prestazioni da urlo. Accade anche questo nel campionato di serie B, giunto alla ventiseiesima giornata e sempre più nel vivo della stagione, dove il Foggia di Giovanni Stroppa, stravolto dal mercato invernale, ha inanellato una serie di 3 successi consecutivi che l’hanno proiettato a ridosso della zona playoff. Con 4 reti nelle ultime cinque partite Oliver Kragl è l’uomo del momento per i Satanelli, probabilmente il più decisivo del torneo, visto il peso specifico delle sue prodezze. Un amore a prima vista quello tra il centrocampista tedesco classe ’90 e il club pugliese, ultimamente al centro di voci poco edificanti dal punto di vista societario, tornato a disputare il campionato cadetto dopo 19 anni.

Kragl, tanta sostanza e un sinistro da urlo

Reduce da sei mesi in ombra con la maglia del Crotone, Kragl ha preferito scendere di categoria piuttosto che continuare a scaldare la panchina dei pitagorici, nonostante l’avvicendamento in panchina tra Nicola e Zenga. Già protagonista in B lo scorso anno con il Frosinone (a lungo in testa e clamorosamente estromesso dai playoff promozione dal Carpi in semifinale), il tedesco è un mediano di sostanza, dotato di buona tecnica di base e soprattutto di un sinistro da urlo. Il modo in cui riesce a impattare la palla dovrebbe essere materia di studio per esperti e appassionati del genere; il suo calcio secco rende le traiettorie estremamente efficaci, togliendo il tempo di reazione ai portieri avversari. Tra le sue vittime illustri c’è anche Gianluigi Donnarumma, trafitto da un bolide scagliato da trequarti campo il 1 maggio 2016 durante Milan-Frosinone, partita terminata con un pirotecnico 3-3. Un’esecuzione molto simile a quella che ha permesso al Foggia di raddoppiare sul Carpi proprio sabato scorso: conclusione violenta e precisa, insaccatasi alle spalle dell’estremo difensore emiliano Colombi. Il momento magico di Kragl era cominciato a Chiavari, dove un altro dei suoi missili aveva spianato la strada all’ennesimo successo in trasferta del Foggia (solo il Cittadella, con 8 vittorie, ha fatto meglio); in quel caso, il tiro improvviso aveva lasciato di sasso Iacobucci, terminando la sua corsa all’incrocio dei pali. Precisione chirurgica mostrata anche a Palermo sugli sviluppi di un una punizione indiretta sempre all’altezza della trequarti campo avversaria, con Kragl abile a smarcarsi per armare il micidiale sinistro e gelare il pubblico del Barbera. Devastante quanto sorprendente, il suo impatto con l’ambiente rossonero rende ancora più merito all’intuizione del ds Nember, vero artefice della rivoluzione operata in sede di mercato; salutati molti degli eroi della promozione, il Foggia ha paradossalmente svoltato, rinnovando i propri obiettivi fino a sognare l’aggancio al treno playoff.

Fulmini e saette

Abituato alle prodezze dei grandi giocatori del passato, lo stadio Zaccheria sembra aver accolto al meglio il nuovo idolo della tifoseria foggiana. Muovere le giuste pedine all’interno di uno scacchiere ormai consolidato, può produrre effetti insperati e immediati, come dimostrato dalla bontà di un’operazione in grado di regalare alla squadra di Stroppa il giocatore adatto a esaltare le proprie caratteristiche in un contesto tattico evidentemente costruito su misura. Esterno sinistro nel 3-5-2, Kragl converge spesso verso il centro per andare alla conclusione, riuscendo ad appoggiare in modo efficace la fase offensiva senza far mancare il proprio apporto in quella di non possesso grazie alle sue doti di mediano naturale. Il superfluo fa parte del modo di interpretare il gioco da parte di un calciatore dotato di caratteristiche uniche nella misura in cui quest’ultimo risulti determinante per la squadra ai fini del risultato finale. Riuscire ad abbinare l’utile al dilettevole è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere anche su un campo di calcio, ma quando questi due elementi viaggiano paralleli è possibile sognare in grande. Le saette di Kragl hanno squarciato quello che sembrava essere l’ordine prestabilito di un campionato che aveva già espresso i suoi valori, fulmini improvvisi che hanno portato a riconsiderare le forze in campo e promettono di continuare a rappresentare un fattore per il nuovo Foggia.

Fonte – Contra-ataque.it

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