Foggia, altro stop e nessuna svolta

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Il ritorno di Cudini non cambia gli scenari: fa festa il Francavilla con Artistico Il vice-Cicioni: «Ora la salvezza». Adesso bisogna unire le forze e serve essere realisti. Ci va tutto male».

Cudini, Olivieri, Coletti… e ancora Cudini. Il tecnico marchigiano ieri sera ha ufficialmente ricominciato la sua seconda esperienza in rossonero (anche se in panchina, vista la sua squalifica, si è seduto Cicioni). Una ripartenza che però non è andata come si sperava. I satanelli hanno trovato la loro quarta sconfitta consecutiva, la settima disfatta nelle ultime nove partite disputate.

PROFONDO ROSSONERO. Alla Nuovarredo Arena si è visto un Foggia ancora diverso da un punto di vista tattico. I rossoneri infatti sono scesi in campo con un 4-3-3, per la prima volta da settembre: soltanto nelle trasferte di Catanzaro (in Coppa Italia) e di Taranto, Cudini utilizzò il tridente. Ieri c’era in campo qualche nome nuovo rispetto alla scorsa estate: il neo-tecnico rossonero è torna-to in Capitanata trovandosi un mercato praticamente già impostato. Ha cercato di approfittarne, mettendo in campo i volti nuovi Perina, Tascone e Millico: da parte loro si è visto qualcosa ma non è servito a nulla. Emergenza di risultati ma pure di organico: Santaniello non è stato convocato per via di uno stato febbrile e anche Schenetti – già assente negli ultimi allenamenti – ieri sera non era a Francavilla (il 32enne, peraltro, sarebbe al centro di diverse trattative di mercato con il Taranto in pole position). In panchina Cudini poteva contare soltanto su undici elementi (il massimo è quindici) e quattro di questi erano i primavera Castaldi (‘07), Pazienza (‘06), Agnelli (‘06) e Brancato (‘04): «Abbiamo costruito tanto – ha detto Cicioni a fine partita – cercando di raggiungere il pareggio. Ma purtroppo in questo periodo ci va tutto storto. Bisogna lavorare a testa bassa e pedalare, è l’unica medicina per uscire da questa situazione. Sol0 rimanendo tutti compatti, sia noi che i tifosi, possiamo raggiungere la salvezza il prima possibile». Ma è chiaro che c’è qualcosa che non va. Il pessimismo generale della piazza – dovuto ad una serie di risultati completamente negativa – è degenerato nelle solite polemiche, questa volta tra il patron Canonico e l’ex Vacca. Parole al veleno da parte di entrambi che hanno innervosito un ambiente già saturo e che probabilmente hanno potuto infl uire sull’umore dei tesserati. Non è tempo di dare colpe ma di capire come questa squadra potrà uscire da questa situazione. La partenza sprint di inizio stagione sembra un lontano ricordo e ormai la parola “playoff” è uscita dalla testa di ogni tifoso rossonero. L’obiettivo ora è la salvezza: chi lo avrebbe mai creduto a luglio, all’indomani di quel Lecco-Foggia? Così, però, sembra davvero difficile. (Francesco Ippolito)

Fonte – Corrieredellosport.it

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