A Foggia è un weekend di riunioni

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Il Comune non perde tempo per il dopo-Canonico e intensifica i contatti con possibili acquirenti. Il dopo-Canonico sembra iniziato il Comune intensifica i contatti e a fari spenti prova ad accelerare. L’obiettivo primario è garantire l’iscrizione alla Serie C 2024/25 ma c’è tempo fino a inizio giugno.

Non sarà un fine settimana di pausa per la sindaca Episcopo e giunta che gestiscono in questo momento le sorti del Calcio Foggia. I contatti proseguono sottotraccia, il Comune resta l’unico arbitro della partita. Intorno si registrano movimenti di incontri, riunioni, lunghe chiacchierate al telefono. Tra chi? Imprenditori, consulenti tecnici. La sindaca al momento si tiene fuori da questi confronti. Se cordata sarà è ancora tutta da costruire. Siamo, al momento, al semplice “pour parler”, anzi non è detto che gli investitori indiziati di poter dare un contributo, restino dentro quando si scopriranno le carte. Tutto sembra ruotare intorno all’asse Salandra-La Torre, il nocciolo da cui inevitabilmente si è partiti dalla regia comunale: la sindaca Maria Aida Episcopo vorrebbe muovere da qui le prime mosse del suo scacchiere. Bisognerà però fare i conti con il calendario: l’obiettivo, in questo momento, è garantire l’iscrizione del Foggia al prossimo campionato entro la scadenza perentoria del 4 giugno prossimo. Tutto il resto (organigramma, programmi, presentazione) verrà dopo.

LA CITTÀ SI DIVIDE. Canonico viene ritenuto dai più il passato, ma quei tifosi che sempre più aspramente lo contestano (una parte consistente a giudicare dalle invettive sui social), pur di tenerlo definitivamente lontano dal Foggia del futuro sarebbero disposti a «ripartire dalle serie inferiori». Sarebbe come infl iggersi una punizione: la permanenza in Serie C quasi fosse l’ultimo lascito dell’odiato dirigente e non un punto di ripartenza. Nulla di più sbagliato rinunciare alla categoria, risponde così invece l’altra parte del tifo meno passionale e forse con i piedi più per terra che, pur distante dalle posizioni dell’attuale presidente rossonero (fino al 1 giugno), si sentono già pronti ad approdare a nuovi lidi. Questo il loro ragionamento: non sarebbe scontata una eventuale ripartenza dalla serie D (l’ipotesi più concreta, norme federali alla mano, sembra essere l’Eccellenza). Secondo punto: nelle due precedenti stagioni in cui i rossoneri sono dovuti ripartire dalla quarta serie (2012-13; 2019-20), il Foggia è riuscito a scontare un solo anno di purgatorio grazie a due ripescaggi nei confronti del Matera la prima volta (vincitore del confronto playoff) e del Bitonto la seconda volta (vittima di un illecito). Il richiamo storico può essere utile anche ai nuovi potenziali compratori per orientarsi tra le due opzioni: ripartire dalla Serie C – e quindi dal professionismo – con una debitoria sostenibile per una società di calcio (2,3 milioni di euro) e una squadra già pronta per due terzi, oppure scendere di categoria e spenderne almeno altrettanti per risalire dove già ci si trova (se fosse serie D). Ricordi utili per ricordare, a quanti lo ignorano, come la serie D (o peggio ancora l’Eccellenza) siano campionati durissimi per una piazza non abituata a misurarsi su certi campi. (Walter Carbone)

Fonte – Corrieredellosport.it

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