Foggia, silenzi cupi. Canonico non lascia

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Si sgonfia il ruolo del Comune e la cordata De Finis-Salandra medita l’abbandono definitivo. Episcopo: «Non si tratta di disinteresse. Occorre riserbo».

Niente contatti ieri fra Canonico e gli aspiranti acquirenti del Calcio Foggia. Anche il comune ha interrotto le comunicazioni con il patron e le due cordate. Silenzio assoluto, silenzio di tomba? Il destino del club rossonero sembra sparito dai radar di palazzo di città e degli imprenditori corsi al capezzale della società dopo l’invito a farsi avanti dello stesso Canonico. La sindaca Marida Episcopo invita in serata a non confondere il riserbo della sua amministrazione con disinteresse: «L’attenzione è rivolta alla sempre più vicina scadenza del termine per l’iscrizione al campionato. Confidiamo – dice la sindaca – sempre in una positiva conclusione che garantisca l’obiettivo auspicato dall’amministrazione e dalla città».

SITUAZIONE. La patata bollente (ammesso che sia tale) sembra destinata a restare ben salda in grembo al presidente barese che dal suo ufficio di Modugno monitora, interpreta, compulsa i collaboratori e non ne vuol sapere di riaprire i termini della questione dopo aver ritirato (venerdì) l’offerta per la cessione «gratuita» del 51% della controllante del Calcio Foggia. La trattativa, ammesso a questo punto che sia davvero cominciata, appare prossima all’epilogo più scontato. Canonico non vende più e si riserva di lanciare strali contro l’imprenditoria locale, come da copione. Ieri nessun passo di avvicinamento da parte della cordata De Finis-Salandra, che sembrava avere qualche chances in più rispetto all’offerta dell’imprenditore casertano Di Matteo. Contatti troncati, a quanto sembra, anche a causa di un messaggio social (anonimo) che rimbalza di smartphone di smartphone da domenica sera. Nel testo si tratteggia un quadro patrimoniale poco rassicurante sul conto degli imprenditori foggiani, non citati ma ogni riferimento alle due controparti non è affatto casuale. Si fa l’elogio dei tifosi della curva Sud «che non hanno mai abbandonato la squadra», trasuda dalla nota soddisfazione per il confronto saltato e che il Foggia resti «nelle mani sicure» del «coraggioso Canonico» che avrebbe speso «5 milioni del suo patrimonio» per far continuare a rotolare il pallone in città. Parole al miele, infine, per la sindaca Episcopo e l’assessore Di Molfetta definiti «eroici» per aver provato a far sedere gli imprenditori foggiani intorno al tavolo. L’ultimo riferimento è alla DDA (direzione distrettuale antimafia) e al suo «eccellente lavoro di pulizia», alle prese con l’inchiesta aperta da qualche mese su intimidazioni e attentati di cui è stato fatto bersaglio Canonico, attraverso il figlio Emanuele, i suoi collaboratori e alcuni tesserati negli ultimi tre anni, un lavoro che potrebbe preludere a «un rilancio della squadra nella categoria superiore in un clima verosimilmente più disteso». E’ probabile a questo punto che sia Canonico a iscrivere il Foggia al prossimo campionato di serie C entro il 4 giugno. Quanto ai programmi per la prossima stagione, difficile in questo momento ipotizzare cosa abbia in mente il vulcanico presidente. Nel prossimo fine settimana se ne potrebbe sapere di più, l’imprenditore barese avrebbe infatti intenzione di convocare una conferenza stampa non è chiaro però se attende che lo faccia la sindaca. Ma il ruolo di palazzo di città sembra essersi sgonfiato. (Walter Carbone)

Fonte – Corrieredellosport.it

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