Per il nuovo Foggia il closing è vicino

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De Finis e Salandra sembrano alla stretta finale. Necessario un faccia a faccia con canonico sui debiti.

Per il closing sembra essere questione di ore. La cordata De Finis-Salandra (in rigoroso ordine alfabetico) sfoggia sicurezza, senso pratico e dimostra di voler andare avanti nell’acquisizione del pacchetto di maggioranza del Calcio Foggia anche se i dubbi non sono ancora del tutto dipanati sulla contabilità di bilancio del Foggia post-Canonico: debiti per 6,2 milioni al 31 marzo 2024 che, al netto dei finanziamenti soci, dei crediti e della disponibilità bancaria si riducono a 2 milioni e371mila euro. Questa in sintesi la situazione patrimoniale dichiarata dal patron. «Non c’è il tempo necessario per una due diligence approfondita», risponde tuttavia un portavoce della neonata compagine candidata ad acquisire il club fondato nel 1920. Sarà dunque necessario un faccia a faccia ad horas alla presenza della sindaca. Per De Finis-Salandra strada comunque spianata anche se sul rettifilo d’arrivo ci sarebbe un altro concorrente.

LA SITUAZIONE. Ieri Episcopo avrebbe ricevuto due persone, in rappresentanza di un gruppo d’acquisto (non escluso si tratti di un singolo investitore privato), anche se non ci sono conferme da palazzo di città. Seconda proposta che tuttavia non sarebbe di provenienza locale, motivo per cui la sindaca sarebbe orientata a dare la precedenza alla cordata locale non essendoci il tempo per uno screening approfondito dell’altro gruppo. Una terza proposta, ventilata la settimana scorsa, non si sarebbe ancora materializzata. Se De Finis (alberghi) e Salandra (energia), avranno il via libera dal Comune, bisognerà necessariamente stringere un patto tra gentiluomini (gentleman’s agreement) con Canonico che ha in mano le leve per l’iscrizione al campionato. La documentazione sarebbe infatti già pronta, all’imprenditore barese potrebbe essere chiesto di fornire la fideiussione di 350mila euro a garanzia dell’avvenuta iscrizione (tempo fino al 4 giugno) che poi verrebbe restituita al vecchio proprietario non appena la nuova dirigenza si sarà insediata. Se l’accordo si chiudesse entro questa settima, ci sarebbe tutto il tempo per adempiere alle scadenze più imminenti relative all’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

OSTACOLO PINTUS. Se il Foggia venisse ceduto, la controversia Canonico-Pintus non potrebbe avere più riflessi sulla società. Secondo questa tesi, sostenuta da esperti di diritto societario (e tifosi rossoneri), l’eventuale nuova proprietà del Foggia verrebbe sollevata da ulteriori esborsi economici. Il tribunale di Cagliari dovrà infatti decidere se Pintus, socio con il 49%, ha diritto di essere liquidata da Canonico secondo gli accordi dell’estate 2021. Canonico, nell’ultimo comunicato, ricorda che Map Consulting, la società di Pintus, nell’ultimo triennio, avrebbe finanziato il Foggia con <<soli 38.136 euro>>. (Walter Carbone)

Fonte – Corrieredellosport.it

 

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