Troppi moduli e pochi gol. Ora Cudini divide Foggia

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Qualche critica marcata nei confronti dell’allenatore ma la città attende una risposta decisa anche dalla squadra. L’identità tattica ancora incerta e le difficoltà offensive stanno facendo rumoreggiare i tifosi.

La piazza scarica Cudini: con lui non si va lontano. Sul web il dito viene invariabilmente puntato contro l’allenatore, il suo Foggia non decolla e il primo ko interno di venerdì dell’anticipo segna un cedimento non episodico, ma strutturale.

I DATI. Va detto però che la tifoseria è spaccata, non tutto il popolo rossonero vorrebbe la testa del tecnico sebbene la debacle contro il Latina abbia aperto molti interrogativi. Solo rabbia dei “leoni da tastiera” dunque?La verità è che il Foggia costruisce almeno 3-4 palle-gol a partita, ma se va bene ne realizza una soltanto. Quando il Foggia segna il secondo gol (è accaduto finora contro Catania, Turris, Monopoli, Brindisi, Messina) finora ha sempre vinto e solo una volta pareggiato (Monopoli). Le occasioni sciupate davanti alla porta invece si sprecano: Martini che fallisce un rigore in movimento sull’1-1 contro il Latina, è la prova provata di una squadra che finisce per soccombere perchè non riesce a mettere il muso davanti all’avversario. La rete della formazione di D Donato arriverà infatti qualche minuto dopo l’errore del giovane centrocampista rossonero.

L’ATTACCO NON VA. Squadra timida in area di rigore, attaccanti che non sono bomber (lodicono le loro carriere) le cause del bilancio ridottissimo di reti segnate: appena 14 in 15 partite. Ma è anche vero che una stagione fa Ogunseye, arrivato a Foggia con un bottino personale di 5 gol, finì per realizzare 11 centri attraverso quattro allenatori diversi. E quel Foggia, dopo il Catanzaro capolista, fu la seconda formazione più prolifica del girone.

TROPPI CAMBI DI MODULO. Passando al Foggia di Cudini c’è subito un dato che balza all’attenzione: i continui cambiamenti di modulo. Una squadra sviluppatasi nell’intelaiatura del 3-5-2 è stata portata dal tecnico a inizio di stagione sulle tracce del 4-3-3, poi sul 3-4-1-2 per ritornare ai quattro difensori in linea con Sorrento e Messina, infine riportata al 3-5-2 contro il Latina. Sia pure con variabili in partita, si può dire che il Foggia a quasi metà campionato non abbia ancora una visione tattica precisa. Un elemento che incide sulla testa dei calciatori, che vorrebbero muoversi su coordinate abituali. Alcune scelte in formazione non convincono: Fiorini dal 1’ è ancora troppo acerbo per essere lanciato nella mischia, per la prima volta, in una piazza che intimidisce e la sostituzione all’intervallo implicitamente lo conferma (il tecnico l’ha giustificata solo con la necessità di schierare un attaccante in più). Questo Foggia ha bisogno di più ordine tattico e di maggior coerenza nelle scelte di formazione per poter sbloccare il potenziale che possiede. (Walter Carbone)

Fonte – Corrieredellosport.it

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