Il Foggia sogna, poi trema e alla fine vince: a Melfi finisce 3-1

melfi fg
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Succede tutto nella ripresa: rossoneri avanti su autogol di Bruno al 17′, un minuto dopo il rosso a Obeng. Il Melfi pareggia con Foggia, e sbaglia un rigore al 37′ con De Vena. Nel finale Sarno trova il gol vittoria e Sicurella quello della sicurezza.

Vince il Foggia, ma il Melfi esce tra gli applausi. All’ “Arturo Valerio” succede un po’ di tutto, in una gara ricchissima di emozioni. Vince il Foggia e convince anche per certi versi, anche se non sono mancati i momenti di blackout totale. A evitare un altro clamoroso k.o. stavolta ci ha pensato la buona sorte, spesso avara verso i satanelli. Il rigore di De Vena avrebbe senza dubbio scritto un’altra storia, se fosse stato realizzato. Ma su quel palo è nato il riscatto rossonero.

PRIMO TEMPO – Uomini contati e poche alternative per Stroppa, che rilancia Riverola a centrocampo. Come annunciato c’è Loiacono al centro della difesa con Coletti, acciaccato, in panchina. Destino non dissimile per Bitetto, la cui fila di indisponibili è piuttosto lunga. Dei tanti ex rossoneri, il tecnico dei lucani sceglie Grea e Lodesani, lasciando in panchina Sciretta e Lanzaro. Il suo 4-3-1-2 per almeno un quarto d’ora incarta un Foggia piuttosto dimesso. La pressione delle due mezzali, insieme ai movimenti tra le linee di Cittadino danno fastidio al terzetto di centrocampo rossonero. Obeng per due volte riesce ad andare alla conclusione sempre dopo un pallone rubato a metà campo. Nella seconda circostanza (al 15’) è provvidenziale la respinta di Loiacono trovatosi sulla traiettoria.
Il Foggia adotta (da capire se per scelta propria o per merito del Melfi) la modalità diesel, e viene fuori alla distanza. Dal 20’ in poi il Melfi non uscirà quasi più dalla propria metà campo, e deve subire la pressione dei satanelli, che fanno il gioco e costruiscono potenziali occasioni sia per vie centrali – con un Riverola in crescita costante – sia sulle corsie. Sul sinistro di Sarno (palla di poco fuori), ben servito da Riverola, la palla del vantaggio, a ridosso della mezz’ora. Equilibrio nelle occasioni e pari giusto, anche se la reazione del Foggia è incoraggiante.

SECONDO TEMPO – Si riparte da dove ci si era fermati. Foggia in avanti, e padrone del campo. E potrebbe anche arrivare il gol con Chiricò che per due volte nella stessa azione trova la provvidenziale opposizione di Gragnaniello. Il Foggia c’è ed è sempre pericoloso, ecco perché Stroppa, dopo nemmeno un quarto d’ora, getta nella mischia Padovan, proprio al posto del brindisino. Sarno scollina sulla destra da dove tirerà fuori delle piccole gemme. La svolta arriva quasi subito ma i protagonisti sono altri: Obeng che si fa cacciare per doppia ammonizione dopo una scarpata ai danni di Loiacono, e Bruno, che nel tentativo di anticipare Sarno, spedisce il pallone nella propria porta su cross di un intraprendente Maza. Un gol e un uomo in più: per il Foggia ci sono tutti i presupposti per condurre la gara in porto e gestirla a proprio piacimento. Il Melfi però è squadra che non demorde, e il Foggia ancora non è guarito dalla sindrome di Tafazzi. I lucani trovano il gol. Lo segna, scherzo del destino, Foggia, grazie anche alla tenerissima marcatura di Angelo, che consente all’attaccante gialloverde di addomesticare la sfera, di girarsi e calciare a rete. La reazione dei satanelli è immediata, con Sarno che manda in porta Padovan, il quale a un metro dalla porta riesce a spedire il pallone fuori, ma è viva anche l’anima masochista della squadra di Stroppa. Come quando al 36’ quando Martinelli sbaglia uno stop in area, si fa soffiar palla da De Vena e lo affossa: rigore e giallo. Fortuna che il palo ricacci indietro la conclusione dell’attaccante gialloverde. Il secondo tempo più pazzo della stagione però ha ancora dei capitoli da scrivere. Sarno, sempre più ispirato, va a un nulla dalla rete con un meraviglioso sinistro a giro, poi la sblocca a due minuti dal 90’, addirittura di testa. Ma nell’occasione è da evidenziare la strepitosa azione tutta di prima tra Rubin, Agnelli e Riverola. Sospiro di sollievo e tre punti in cassaforte. A sigillarla ci pensa Sicurella, entrato in pieno recupero e a segno con una gran conclusione da fuori area. Il Foggia ritrova la vittoria in trasferta dopo tre mesi, e può forse mettersi alle spalle il periodo più buio della stagione.

MELFI (4-3-1-2) Gragnaniello; Libutti, Grea, Laezza, Bruno; Obeng, Vicente, Lodesani (45’st Casiello); Cittadino (25’st Demontis); De Vena, Foggia (34’st Paterni). A disposizione: Viola, Nicolao, Lanzaro, Ferraro, Sciretta. Mangiacasale. All. Bitetto

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Angelo, Loiacono, Martinelli, Rubin; Agnelli (50’st Quinto), Vacca, Riverola (46’st Sicurella); Chiricò (14’st Padovan), Sarno, Sainz Maza. A disposizione: Tucci, Quinto, Empereur, Dinielli, Coletti, Sanchez, Sansone. All. Stroppa

Arbitro: Prontera di Bologna

Marcatori: 17’aut. Bruno (F), 27’st Foggia (M), 42’st Sarno (F), 50’st Sicurella (F)

Ammoniti: Obeng (M), Rubin (F), Bruno (M), Grea (M), Martinelli (F), Gragnaniello (M), De Vena (M)

Espulsi: 16’st Obeng (M) per doppia ammonizione

Note: 37’st De Vena (M) colpisce il palo su calcio di rigore

Fonte – Foggiatoday.it

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